Recensione: L’incanto di Cenere di Laura MacLem (Asengard)

laura maclem - incanto di cenereIn questa calda domenica di luglio (una delle ultime prima delle ferie) ho ripreso in mano un libro che ho terminato qualche tempo fa, di cui ancora non ho parlato nel blog ma che mi ha impressionato molto favorevolmente. A cominciare (guarda il caso) dalla copertina estremamente gotica e fumosa, con una figura di donna che sembra un fantasma in copertina. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da questo libro, so che alla fine mi è piaciuto molto. Ecco le mie impressioni, la trama e i personaggi!

Una fanciulla e le sue sorellastre, una scarpina di cristallo, topi e zucche e un grande ballo, ma soprattutto un terribile segreto e un patto diabolico…

Avete tutti presente la favola di Cenerentola? Una bellissima ragazza, orfana di entrambi i genitori si ritrova a vivere con la matrigna e le due sorellastre da cui viene “schiavizzata” e obbligata alle faccende domestiche, mentre loro si apprestano a prepararsi per il grande ballo con la speranza di incontrare e sposare il principe.

Vi sarà già capitato di leggere o di vedere film in cui i personaggi hanno caratteri diversi dagli originali (per esempio “Cenerentola e la Strega Cattiva” con Julia Roberts dove la ragazza in questione era tutt’altro che indifesa) ma sostanzialmente la storia viene lasciata più o meno identica. Qui abbiamo un cambiamento tanto gradito quanto radicale: la Cenerentola in questione non è una dolce e indifesa ragazza, non è nemmeno una giovane donna battagliera e sicura di sè. Cenerentola è Cattiva (sì, con la C maiuscola).

Protagonista del libro è Genevieve, una delle due future sorellastre (insieme alla piccola Anastasie) di Christelle (Cenerentola). Una dote unisce il destino delle ragazze: la madre di Genevieve, vedova, ha accettato di sposare il Conte, anche lui rimasto solo dopo che la moglie è stata bruciata sul rogo come strega, e prendersi cura di sua figlia già destinata a prendere i voti al Convento di Clausura. In cambio il Conte ha promesso una dote per Genevieve (già in età da marito) e Anastasie.

cenerentola cattivaMa il Conte non sa che la figlia, pelle diafana e capelli biondo chiaro, è tutt’altro che una giovane sperduta in cerca di affetto. E’ perfida, non mostra il minimo sentimento nè pietà, si diverte a compiere riti di sangue e uccidere animali. Il matrimonio avviene, il padre muore e lei va in Convento. Prima però di prendere i voti definitivi, è concesso a Christelle di tornare “in famiglia” per un breve periodo di riflessione, coincidente con lo svolgimento di un grande ballo cui si dice potrebbe partecipare anche il principe. Coincidenza decisamente sfortunata, soprattutto per Genevieve, Anastasie e coloro che saranno presenti al ballo.

La trama è appena accennata, lo so, però correvo il pericolo di rovinarvi molte sorprese. Questo ribaltamento di prospettiva e di carattere è davvero sorprendente, ad ogni angolo ritrovi tutti gli elementi della storia originale (la zucca, i topi, la scarpetta di cristallo ecc.) ma quello che nella favola originale era positivo, qui diventa oscuro, inquietante, pauroso.

Prima di leggere il libro ero a conoscenza di questo ribaltamento e anche del fatto che avrei letto una storia con venature horror, gotiche però non ero preparata al fatto che sarebbe stata una storia davvero spaventosa! Tutto nella costruzione della storia, a partire dalle ambientazioni al lessico fedele all’epoca in cui si svolge, in ogni pagina ti spinge a provare un’inquietudine e una tensione di fondo che non ti aspetti da una “favola”, nemmeno da una “favola nera” di Burtoniana memoria (per esempio La sposa cadavere di Tim Burton ha diversi momenti di leggerezza). Ad ogni angolo ti aspetti di trovare una pausa, un pò di relax, qualcosa che smorzi la tensione. E invece non c’è: Laura MacLem riesce a tessere un romanzo che ti cattura dall’inizio alla fine, che fatichi a posare e che anche quando non leggi ti ronza nella mente.

Forse, Cenerentola è così radicata dentro di noi (chi non se l’è fatta leggere da bambino almeno 10 volte e non ha fatto lo stesso con i propri figli?) che questo libro riesce a smuovere qualcosa di profondo, una paura radicata in noi e difficile da estirpare anche una volta terminata la lettura.

laura maclem - scarpetta cristalloOltre a questo magistrale capovolgimento, la cosa che mi ha più colpito è lo stile di scrittura adottato da Laura MacLem di cui questo è il primo libro che leggo. La sua è una scrittura ricercata, dalla costruzione della frase non semplice, con l’uso spesso di termini arcaici (adatti all’epoca, come dicevamo sopra, in cui si svolgono i fatti) ma soprattutto ogni pagina sembra uscita da una poesia e allo stesso tempo è scorrevole e limpida, in grado di mostrare e non semplicemente descrivere i fatti che vengono narrati. Chi mi conosce sà che non amo particolarmente la verbosità, l’essere prolissi, l’uso di termini troppo ricercati, ritengo che tutto ciò appesantisca lo scritto (mia opinione, si intende) ma qui mi trovo davanti a qualcosa che non mi aspettavo e che ho davvero apprezzato.

Chi ama i romanzi romantici o che comunque contengano una sostanziosa percentuale di buoni sentimenti, lasci stare questa lettura ne rimarrebbe deluso: Cenerentola non sposa certo il principe azzurro, e non c’è un vero e proprio lieto fine (ma la fine mi è piaciuta tantissimo!). Il libro è da classificarsi tra gli horror, data l’età della protagonista potremmo indirizzarlo agli Young Adult ma penso che possa apprezzarlo chiunque dai 15 anni in su. Aspettatevi quindi un romanzo cupo, labirintico, asfissiante, che non riuscirete a chiudere la sera quando il sonno sembrerà avere il sopravvento, da leggere tutto d’un fiato (preparatevi, quindi, e organizzatevi per tempo 🙂 ). E soprattutto dimenticatevi per sempre la Cenerentola che avete conosciuto, le bad girl sono tonate (e sono proprio cattive)!

LA TRAMA

Da quando la madre di Christelle è morta sul rogo, il male si è propagato come una pestilenza, senza che il conte potesse in nessun modo impedirlo. Gli rimane solo una possibilità: l’unione con la più virtuosa delle donne, in nome di un antico patto capace di soggiogare la stregoneria a cui, senza volerlo, ha dato vita.
Ma, come in tutte le favole, non è così facile vincere la magia di una madrina decisa a proteggere la sua pupilla.
E non c’è modo di impedire a una fanciulla di partecipare al ballo del suo debutto.
Quindi, come in tutte le favole, le sorellastre dovranno contendere alla loro rivale il tesoro più prezioso, l’ambizione di ogni ragazza che si agghinda per il grande evento a palazzo reale: la sopravvivenza.
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L’AUTRICE
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Classe 1978, innamorata non corrisposta delle materie scientifiche, Laura MacLem è stata ricambiata dalle discipline umanistiche.
Inizia a scrivere quasi per gioco e, dopo le prime fanfiction e i giudizi positivi dei lettori, pubblica il suo primo libro nel 2007. A questo seguono altri libri e racconti che la portano a diventare un nome noto fra gli amanti del fantasy.
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Titolo: L’incanto di cenere
Autore: Laura MacLem
Editore: Asengard
Pagine: 212
Prezzo: € 9,90
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3 thoughts on “Recensione: L’incanto di Cenere di Laura MacLem (Asengard)

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