Drow: intervista a Simon Rowd

simon rowd - drow

E’ uscito a fine settembre, per la nuovissima collana ElectaYoung, un romanzo che ha attirato subito la mia attenzione: Drow di Simon Rowd. Intanto, la copertina è decisamente magnetica, in più la trama intrigante e il mistero attorno all’autore hanno giocato un ruolo di rilievo.

E per cercare di capire #WhoIsSimonRowd ho pensato di ospitarlo all’interno del blog. Sarò riuscita a strappargli qualche indizio?

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Per Eric Arden il buio non esiste. Non è mai esistito. I suoi occhi vedono nell’oscurità come in pieno giorno. Un potere oscuro e inquietante, di cui non conosce l’origine. Eppure è qualcos’altro a spaventarlo: un istinto aggressivo che non riesce a dominare, legato in qualche modo all’incubo che tormenta le sue notti. Una visione oscura da un passato ignoto, parte di un segreto che da sempre porta dentro di sé. Quando, al campus dell’università, i suoi occhi incrociano lo sguardo dolce e sensuale di Sophie, si scatena un’attrazione travolgente che nemmeno una guerra invisibile tra razze secolari riuscirà ad arrestare. Davanti a Eric si schiuderanno le porte di un mondo sconosciuto. Un mondo cui scopre, suo malgrado, di appartenere e che lo trascinerà di fronte alla scelta più difficile che abbia mai dovuto affrontare: assecondare la sua vera natura o combatterla per la ragazza che ama.

Titolo: Drow
Autore: Simon Rowd
Editore: Electa
Collana: Young
Pagine: 405
Prezzo: 12,90 cartaceo (E. 10,97 su Amazon) – E. 6,99 ebook
Data di uscita: 22 settembre 2015

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Ciao Simon, so che ci tieni molto alla tua privacy per cui un grazie particolare per essere qui con noi!

Grazie a te, Erika, per quest’intervista.

Innanzitutto ti chiedo di parlarci di come nasce l’idea di Drow.

Drow nasce dalla voglia di creare qualcosa di nuovo. Sfidare un genere e i suoi punti fermi, spogliarlo di alcune caratteristiche e confezionarlo per un pubblico più ampio. Il fantasy vive di creature affascinanti, come quelle protagoniste di questo libro, ma conosciute solo dagli appassionati. Non vengono mai trattate fuori da un contesto fantasy tradizionale e questo impedisce a nuovi lettori di scoprirle. Così ho deciso di estrarle dal loro habitat naturale, vestirle con abiti nuovi e avvicinarle a lettori abituati a un mondo urban, più moderno e in un contesto young adult. Questa è la base, il punto di partenza. In realtà la storia, avanzando, si arricchisce di altre sfumature, attingendo, oltre al romance e al fantasy, anche a una vena più thriller.

Il personaggio principale è Eric Arden: puoi presentarlo ai nuovi lettori?

Eric è un protagonista atipico e vive una condizione opposta a quella cui siamo abituati: ha delle capacità, ma non sa da dove derivino, è convinto di essere un umano, ma si sente diverso da tutti gli altri. È in contrasto con se stesso e col mondo e ciò lo porta a vivere molto “d’istinto”. Pur avendo qualcosa più degli altri, non sapere davvero chi sia lo pone in una condizione svantaggiata. In più, i suoi poteri non sono solo positivi e spesso lo mettono in crisi: convive con un’aggressività innata, difficile da controllare e decisamente controproducente in un contesto di relazioni sociali come l’università e, più in generale, come l’intero mondo di un ventenne. Ha una natura oscura che vive in lui e con cui fare i conti, ma in realtà non vorrebbe niente di tutto questo.

A questo punto è d’obbligo parlarci dei Drow, perché questa parola non è solo il titolo del romanzo, vero?

Gli appassionati di fantasy e di giochi di ruolo, specialmente Dungeons&Dragons, conoscono bene i drow, il resto del pubblico probabilmente molto meno. Non voglio togliere troppo il gusto della scoperta a chi vuole godersi la novità, quindi svelerò poco. Sono figure, dal mio punto di vista, terribilmente affascinanti. La sfida è stata calarli in un contesto completamente nuovo e rileggerli in chiave più attuale, scegliendo cosa mantenere delle loro caratteristiche originali, cosa riplasmare e a cosa rinunciare. Sono convinto che anche chi si avvicina per la prima volta a loro, li apprezzerà. In fondo, a chi non piacerebbe poter vedere al buio?

In questo primo libro di una trilogia non manca l’aspetto romance che si mischia abilmente al thriller e al fantasy: come ti sei trovato nel dover gestire più generi?

simon rowd - dro regaloÈ stata la parte divertente, la sfida che mi ha spinto a iniziare questa trilogia: intrecciare tre generi che, da lettore, ho sempre sognato di trovare in un’unica storia. In questo primo libro ho giocato più a compartimenti, la prima parte è molto romance, mentre la seconda cresce d’intensità e si nutre più di suspense e di azione. Era più funzionale per la storia. Nei prossimi libri invece sarà tutto più omogeneo e ogni componente verrà amplificata, con un ritmo serrato, uno sviluppo romance più intenso e una goccia di fantasy in più.

Non anticiperei altro del romanzo, però qualcosa ti chiedo sulla tua esperienza come self publishing: cosa ne pensi?

Credo sia un banco di prova importante. Oggi un editore presta molta attenzione al mondo self e ai riscontri che un autore ottiene. È un semplice meccanismo per ridurre il rischio: se un romanzo auto-pubblicato piace ai lettori, l’editore sarà più propenso ad acquisirne i diritti e spendervi energie e risorse per pubblicarlo. In più, auto-pubblicarsi è un ottimo modo per mettersi alla prova e capire se il proprio progetto regge la sfida con il lettore. O, eventualmente, per capire cosa non funziona e migliorarsi. Il consiglio è sempre lo stesso: liberatevi dal vostro romanzo e lasciate che siano i lettori a giudicare, solo così saprete quanto vale.

Ho detto che non avrei anticipato altro del romanzo ma non accennavo agli altri libri della serie (😛 ): cosa dobbiamo aspettarci?

Un’evoluzione. Sia in termini di intreccio narrativo che di ambientazione. Il primo libro di una saga serve sempre per gettare le basi della storia, ma il vero desiderio di un autore è scriverne il seguito, esplorarne le potenzialità, le sfumature, le pieghe più nascoste, senza più il passaggio obbligato di dover presentare al lettore l’universo creato e i personaggi che lo animano. Dal secondo libro, il lettore è in grado di calarsi nel mondo pensato dall’autore con più facilità e di lasciarsi guidare a un livello più profondo. Al termine di Drow, le vite dei personaggi sono cambiate, da adesso si scaverà sempre più nella loro psicologia e nel contesto in cui vivono. Il vero viaggio inizia qui.

Infine, oltre a ringraziarti per averci parlato del tuo romanzo d’esordio, lascio la penna a te un’ultima volta per salutare i tuoi lettori presenti e futuri magari dicendoci cosa ti auguri questa lettura lascerà una volta girata l’ultima pagina.

Mi auguro che, girata l’ultima pagina, i lettori provino la malinconia tipica che ci assale nel momento di abbandonare dei compagni di viaggio con cui abbiamo condiviso esperienze e sensazioni intense. Insomma, la classica sensazione di quando chiudiamo un bel libro. E, ovviamente, mi auguro che desiderino quanto prima leggere cosa accade dopo la fine del romanzo: è la soddisfazione più grande.

Grazie ancora per essere stato con noi e ti aspettiamo con il secondo romanzo!

Grazie a te e ai tuoi lettori. Ci vediamo in primavera col seguito di Drow.

(in effetti Simon non si è sbottonato tanto su di sé, ma lo aspettiamo al prossimo romanzo e intanto andiamo a caccia di indizi… e voi sapete #WhoIsSimonRowd?)

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Simon Rowd è un giovane scrittore appassionato di narrativa thriller e fantasy. L’idea di fondere questi due generi lo porta, nell’aprile 2014, ad autopubblicare il suo romanzo d’esordio, Drow, che in breve tempo scala le classifiche online e conquista migliaia di lettori grazie al passaparola. Per il successo ottenuto, nel 2015 viene notato da Mondadori Electa, che lo pubblica ora in anteprima nella collana ElectaYoung. Drow è il primo romanzo dell’omonima trilogia.

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