Recensione: La casa dei cani fantasma di Allan Stratton

allan stratton - la casa dei cani fantasmaCome si cura il “blocco del lettore”? Chi è appassionato di libri come la sottoscritta, almeno una volta nella vita gli sarà capitato un momento in cui qualsiasi cosa legga pare noioso, mille impegni impediscono di dedicarsi alla lettura e, in sostanza, si ha poca voglia di stare con gli occhi puntati alla pagina. A me capita e soprattutto d’estate, dove le giornate chiamano a godersi l’aria fresca serale all’aperto anziché sotto le coperte a leggere, dove il caldo sfiancherebbe anche i più tenaci. E allora che fare?

Ho scoperto (vale per me, ma potrebbe valere anche per voi) che ci sono alcuni libri che hanno il potere di trascinarti via dalle tue faccende quotidiane e risvegliare la passione per la lettura. Dopo due mesi davvero scarsi con letture trascinate per settimane e faticosamente terminate, ho finalmente preso in mano La casa dei cani fantasmi e… in due giorni l’ho finito! Non so se la cura ha sanato completamente la malattia, ma questo romanzo mi ha conquistata e fatta riassaporare l’amore per le storie e i romanzi d’evasione (ma non troppo).

Ecco la mia recensione.

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La vita di Cameron non è quella di un qualsiasi ragazzo. Da cinque anni lui e sua madre sono braccati dal padre, un uomo violento che li tormenta. Ogni volta li trova, e ogni volta ricomincia la fuga, con un nuovo viaggio disperato in cerca di un altro posto dove stare per un po’. La vita di Cameron è fatta di sospetti, ansie, e molta paura. Sua madre non fa che ripetergli di non fidarsi di nessuno, e l’ha convinto a tal punto che Cameron comincia a non fidarsi più neppure di se stesso. Quando poi si trasferiscono in una fattoria isolata, nella speranza di passare inosservati, la vita del ragazzo diventa un vero incubo. Solitudine e paure si materializzano in visioni inquietanti: un branco di cani feroci, il fantasma di Jacky, un bambino morto tanti anni prima, di cui nessuno vuole parlare. Ma Cameron deve sapere. E comincia a fare domande che scuoteranno l’apparente tranquillità di quel posto dimenticato da tutti. Tranne che da suo padre.

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Come spesso accade, la prima cosa che mi ha colpito di questo romanzo è stata la copertina. Potrebbe non dirvi molto ma il misto di colori accesi e colori scuri, l’aura di decadimento e l’idea che qualcuno stia guardando quella fattoria da un buco (della serratura? di una staccionata? di un fienile?) la rende intrigante e inquietante allo stesso tempo. Esattamente ciò che mi attrae: la prospettiva di una lettura avvincente e  stuzzicante.

allan stratton - stalkingLa casa dei cani fantasma è interessante sotto diversi punti di vista. Il primo dei quali è la parziale originalità di toccare un tema come quello dello stalking: un padre violento cui Cameron e la madre sono riusciti a sfuggire. Costretti a sospettare di chiunque, tagliare i rapporti con parenti e amici, scappare nonappena notano qualsiasi cosa fuori dall’ordinario perché potrebbe essere il marito/padre-padrone che li vuole riacciuffare è però il prezzo da pagare per la sopravvivenza.

In La casa dei cani fantasma questa sensazione costante di pericolo è percepita in ogni pagina, grazie alla voce – narrata in prima persona – del protagonista. Una voce a volte incerta, dove i ricordi felici del passato si confondono con situazioni spiacevoli ma non completamente capite (come quando il padre per insegnargli a nuotare lo tenne qualche momento in più con la testa sott’acqua: volontà di fortificazione del carattere o tentativo di omicidio?). Tutto ciò ha portato Cameron ad essere un bambino spaventato, costretto da anni a scappare, con una fervida immaginazione che lo porta a spaventarsi da solo, confondendo a volte la realtà dalla fantasia.

Ma il bambino e la madre sanno riconoscere la violenza – fosse anche solo psicologica – quando l’incontrano: Cameron, in particolare, capisce subito che nella casa dove approdano, dopo l’ultimo sospetto avvistamento del padre, è successo qualcosa di terribile. La gente del posto parla e non parla. L’unica certezza è un incidente occorso in quella proprietà molti anni prima, ma una terribile accusa aleggia ancora in quelle campagne sperdute, echi di un passato irrisolto accompagnano la vita della cittadina e, di conseguenza, la vita dei due nuovi arrivati.

No date, Vancouver, Canada
No date, Vancouver, Canada

L’ombra di un bambino con un cappello alla Davy Crockett, ululati di cani in lontananza, la sensazione di essere osservati in qualsiasi momento sono elementi che inizialmente Cameron rifiuta ma appena Jacky si presenta e chiede di giocare con lui perché si sente molto solo, il ragazzino inizia a capire che quel posto racchiude più segreti di quanto le persone siano disposte ad ammettere.

Parte qui un altro punto di lettura del libro, quello che personalmente ho amato di più: il protagonista, spinto dalla curiosità, dall’immaginazione e, fondamentalmente, dal molto tempo a disposizione, inizia ad indagare a cercare di capire chi visse in quel posto, che segreti nascondesse il suo passato, chi fosse Jacky e cosa sia davvero successo tanti anni prima alla fattoria.

Davvero intrigante l’aspetto della ricerca e della curiosità di questo ragazzino che, nonostante abbia tanti problemi, riesce ad essere attento e curioso, aperto e fiducioso delle persone, a volte un po’ avventato ma buono e coraggioso. Una storia di violenza che si scontra con altra violenza, dove i bambini sono sempre le vittime degli adulti mentre, alla fine, sono proprio loro la risorsa, la speranza, il futuro. Cameron ha il terrore di essere come il padre e allo stesso tempo lo vuole ricordare sorridente in una foto che si sono scambiati anni prima. Disposto a perdonarlo, dovrà scontrarsi con una realtà tutt’altro che rosea dove sarà lui il protagonista del suo futuro, nelle cui mani viene riposta l’unica speranza che anche Jacky possa finalmente trovare la pace.

Lo stile scorrevole e diretto dell’autore accompagna una voce fresca e tenace come quella di Cameron che così ci fa entrare nel suo mondo e accompagnarlo per mano nelle sue indagini, arrivando piano piano alla conclusione di questo romanzo davvero godibilissimo per lettori di ogni età.

Un validissimo antidoto al “blocco del lettore”, da portare con sé in queste giornate assolate ma ancora di più nelle notti “buie e tempestose” per farsi correre qualche brivido in più lungo la schiena.

Consigliatissimo!

Voto: 4 stelle

Titolo: La Casa dei cani fantasma
Titolo originale: The Dogs
Autore: Allan Stratton
Traduttore: Anna Carbone
Editore: Mondadori
Collana: I Grandi
Pagine: 252
Prezzo: cartaceo 17,00 (E. 14,45 su Amazon)- ebook 6,99
Data di uscita: 7 aprile 2015

=> Se preferite leggere in lingua trovate qui il cartaceo e qui l’ebook.🙂

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allan strattonAllan Stratton è uno scrittore e sceneggiatore canadese. I suoi romanzi sono pubblicati in tutto il mondo e hanno ricevuto i premi più prestigiosi. La casa dei cani fantasma è in corso di pubblicazione in Canada, Gran Bretagna, Australia, Olanda, Stati Uniti, Germania, Francia e Israele.

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