[Libro+Serie] Il Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood

Quando uscì per la prima volta nel 1985 “Il Racconto dell’Ancella” riscosse una grande attenzione, vinse il Premio Arthur C. Clarke (nel 1987) e il Governor General’s Award ed è stato candidato al Premio Nebula, al Premio Prometheus e al Booker Prize.

Se dovessimo dargli una definizione, “Il Racconto dell’Ancella” incarnerebbe l’anima più pura del genere distopico, ma la Atwood ha precisato che ogni fatto raccontato, ogni particolare presente, ogni situazione è stata da lei assemblata da avvenimenti realmente accaduti in qualche parte del mondo, in epoche diverse e che tutto è reale.

Di recente è uscita in America la serie omonima (che dal 26 settembre arriverà anche in Italia grazie a TIMvision) e a giugno è stato ristampato anche da noi il romanzo (Ponte alle Grazie): quale migliore occasione per immergersi completamente in queste oscure atmosfere?

Di seguito trovate la recensione della serie, del romanzo, un loro parallelismo e alcune curiosità.

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Recensione: Non c’è niente che fa male così di Amabile Giusti (La Tartaruga Edizioni)

amabile giusti - non ce nienteE’ passato un pò di tempo da quando ho finito Non c’è niente che fa male così di Amabile Giusti. Un  paio di mesi che sono serviti a riordinare le idee dopo aver terminato una delle letture più intense e struggenti degli ultimi tempi, scritta talmente bene che il solo pensiero di dover “riscrivere” la storia per questa recensione mi creava notevole spavento, e tutt’ora sono convinta che non riuscirò a rendervi merito. Non scriverla per niente, però, non sarebbe giusto verso tutti coloro che ancora non hanno conosciuto e, quindi non possono apprezzare, questo libro. Ecco. La scriverò per voi.

La protagonista della storia è Caterina, 17 anni e una non consueta voglia di estraniarsi dal mondo. Tutto quello che potrebbe definirla inizia con “non”: non è particolarmente carina, non è socievole, non ama la compagnia, non ama le relazioni, non ama la vicinanza fisica, a tal punto da pensare che la sua possa essere una malattia. Caterina è quindi il contrario delle ragazze della sua età. Tuttavia viene notata, in particolare, da un compagno di scuola che si chiama Fillo che in lei, invece, nota qualcosa di diverso che la valorizza. Lui la vede così:

Però quella ragazza lì, che ignorava i giochi a colpi di cancellino dei suoi compagni di classe, che ignorava la coppietta che, a cinque centimetri dal suo gomito, si sbaciucchiava come se fosse in un pied-à-terre e non in una scuola pubblica durante la pausa fra greco e filosofia, che sembrava distante, immersa, pure lei scolpita in un ciocco e trasformata in un ciuco e mangiata dalla balena e salvata da un tonno, quella ragazza era proprio curiosa, e a guardarla aveva sentito una fitta alla base del cranio.” [pag.68]

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