Review Party: Il Regno del male di Sandro Ristori

Cosa vi aspettate da un romanzo fantasy? Molti di voi, ne sono certa, amano romanzi e serie come Il Trono di Spade di George R.R. Martin o La Prima Legge di Joe Abercrombie, quei romanzi ambientati in un passato duro, oscuro, pieno di intrighi e violenza, dove la legge della spada e gli inganni sono la regola.

Ecco, se amate quel genere di high fantasy piuttosto crudo, che non lascia spazio ai sentimentalismi e vi catapulta direttamente in un passato da incubo, siete davanti al romanzo giusto per voi. “Il Regno del male” di Sandro Ristori (Newton compton) è il primo capitolo di una serie che si propone di ridisegnare un mondo e scaraventarvici dentro.

Questa la mia recensione.

Quando il sacerdote avvicina la fiamma al braccio di Kausi e Coral, il segno si accende subito. E la loro vita è condannata: chi porta il Segno non può vivere con gli altri. I due ragazzi devono abbandonare il villaggio, valicare le Grandi Paludi, inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende, e dalla quale nessuno ha mai fatto ritorno. Tutto il Regno è in ginocchio: da ovest una terribile epidemia di peste infuria e decima intere Regioni; il re è troppo debole e pavido per opporsi ai suoi avidi duchi e ai barbari che premono alle frontiere del nord; a sud intere popolazioni sono in marcia per sfuggire alla fame e alla guerra. E quando nella Tredicesima regione l’erede del duca Courtenaray finisce nelle mani di Rakha, ragazza dal fascino misterioso e con una strana luce negli occhi, gli eventi iniziano a vorticare sempre più velocemente, scatenando una tempesta capace di travolgere ogni cosa. Nobili corrotti schiacciano la miseria della plebe, l’ambizione e la sete di potere spingono oscuri personaggi a tramare nell’oscurità. Quale sarà il destino del Regno?

Una terribile epidemia di peste decima intere regioni. I barbari premono alle frontiere del nord. Il Regno è in ginocchio.

Un’armata come non se ne vedono più dai tempi dell’Impero. La guiderei in queste lugubri terre fino a spazzare via i barbari. Darei fuoco a quella ridicola parodia di villaggio che si ostinano a chiamare capitale. La raderei al suolo, farei pascolare i miei cavalli sulle rovine, e questa volta nessuna mano barbara potrebbe mai alzarsi per ricostruirla.

Titolo: Il regno del male
Autore: Sandro Ristori
Editore: Newton Compton
Pagine: 478
Prezzo: 9,90 cartaceo (qui su Amazon) – 4,99 ebook
Data di uscita: 15 febbraio 2018

Premetto subito che non è facilissimo parlare di questo romanzo, soprattutto in termini di trama perché racchiude in sé più storie, più personaggi, più ambientazioni. Quello che cercherò di “passarvi” è l’atmosfera, lo stile, il tipo di lettura per capire se può fare al caso vostro 😉

Come accennato sopra (ma qui lo specifichiamo meglio) “Il regno del male” potrebbe rientrare in quel genere chiamato “grimdark“. Chi segue il fantasy e, in particolare, gli autori citati, sa già di cosa sto parlando, per tutti gli altri, sappiate che questo termine identifica quelle storie dal tono cupo e oscuro, permeato da un senso di realismo e dall’inquietudine dei protagonisti che non sono gli eroi senza macchia e senza dubbi, i predestinati cui va sempre tutto bene ma esseri umani comuni che vivono loro stessi un senso di inadeguatezza, di incertezza.

Per questo motivo il romanzo è consigliato a chi ama le scene forti, le battaglie, a chi vuole vedere personaggi che si sporcano le mani ed amano le storie a tratti truci, dove gli spiragli di luce sono da ricercare tra l’oscurità in cui ci si trova immersi.

Tra i tanti personaggi, sono certa che vi sentirete vicini a Coral, un ragazzo che lascia la sua vita – dura ma in qualche modo “sicura” – per affrontare un lungo viaggio. Potrei citarne tanti, ognuno con la propria storia, il proprio passato, il proprio destino ma è proprio il loro intreccio, l’insieme delle loro vite a creare i contorni di un mondo credibile (seppur con qualche cliché) e ben tratteggiato.

E’ evidente la difficoltà di far rientrare in un solo volume una realtà narrativa così ampia e, giocoforza, “Il Regno del Male” si configura come il capitolo introduttivo – ed efficace – di un nuovo mondo così ben studiato e ricco di possibilità da essere l’ambiente perfetto per una serie che potrà dare molte soddisfazione.

“Il Regno del Male” è un romanzo tosto, che piacerà a tutti gli amanti del grimdark e a coloro che amano le storie forti, dove ci si sporca le mani e proprio per questo quella luce di cui parlavo, quando arriva, riesce a splendere in maniera così spettacolare.

Voto

Sandro Ristori è nato a Firenze nel 1982 e vive e lavora a Roma. Scrive, traduce, legge, impagina e immagina libri. Il Regno del male è il primo capitolo di una saga.

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