Recensione: Epistole sporche di sangue di Eilan Moon

Ci sono fatti di cronaca che trascendono l’epoca storica, dove i protagonisti sembrano usciti direttamente da un romanzo e che a distanza di anni sono ancora vividi ricordi nell’immaginario comune.

E’ questo il caso di Jack lo squartatore, una vicenda macabra e violenta che nel corso degli anni (sono trascorsi esattamente 129 anni) ha ispirato più di un adattamento cinematografico, letterario, teatrale. Uno degli elementi che più incuriosiscono dell’intera vicenda è l’identità del mostro che ad oggi resta sconosciuta.

Esperti, investigatori e polizia tutt’ora brancolano nel buio pur avendo ristretto la cerchia a cinque sospettati. E se si sbagliassero? E se gli fosse sfuggito qualcosa? E se qualcuno sapesse l’identità del mostro ma non avesse avuto le prove per incastrarlo?

A queste domande – tutt’ora senza risposte – ha cercato di dare una risposta in maniera originale e collegando fatti realmente verificati, la scrittrice Eilan Moon in “Epistole sporche di sangue” (Bookabook), un avvincente e sconcertante noir  storico ambientato a Londra nel 1888.

Pronti a conoscere Jack lo squartatore?

eilan moon - epistole sporche coverLondra, fine Ottocento. L’ispettore Frederick Abberline è un uomo consumato dalla sua ossessione, dal fallimento di non essere ancora riuscito ad arrestare il serial killer che sta scuotendo tutta la City: Jack lo Squartatore. Un plico di lettere misteriose depositato sulla sua scrivania potrebbe essere la chiave per risolvere questo argomento, la svolta nelle indagini che stava aspettando. Oppure no. L’ispettore si convince velocemente che si tratta di uno scherzo, uno dei tanti. Ogni lettera, però, lo immerge nei deliri di una mente squilibrata, folle, che descrive minuziosamente gli omicidi commessi e lo porta a scoprire il colpevole.

Se Jack lo Squartatore fosse stato una vittima? Non sempre le cose sono come appaiono e nell’oscurità dell’animo umano si celano verità terribili e sensi di colpa che divorano. Un uomo affetto da una malattia mentale può davvero essere considerato un mostro, oppure no?

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Lo ammetto: ho una vera cotta per la Londra vittoriana. Tutto ciò che è ambientato in quegli anni, in quel luogo esercita su di me un fascino oscuro. Tuttavia, quando Eilan mi parlò del suo nuovo romanzo al cui centro c’era la figura di Jack lo squartatore mi domandai cosa ci potesse essere di più e di diverso da raccontare che non fosse già stato scritto, filmato, trattato. Con la fiducia nelle sue capacità inventive e il talento nella scrittura, ho comunque atteso con impazienza questo libro, sicura che la sua vena oscura e tenebrosa (che già avevo amato nella saga R.I.P) avrebbe trovato un modo per uscire in maniera originale.

Ebbene, Epistole è un romanzo che ti agguanta alla prima pagina e senza che te ne renda conto, ti ritrovi a sfogliare come una forsennata ogni foglio fino arrivare all’inaspettato finale, in un crescendo mozzafiato.

Però sto anticipando troppo. Cominciamo dall’inizio.

Siamo a metà dicembre, Abberline – l’investigatore di Scotland Yard incaricato di indagare su Jack Lo Squartatore – è ad un punto morto. Gli omicidi sembrano essere cessati ma sull’identità dell’assassino non ci sono prove di alcun tipo, solo frammentari inutili indizi. In commissariato arrivano centinaia di lettere di “rei confessi” ma alla fine si rivelano solo sinistri giochi: pare che ogni squilibrato della città voglia essere Jack.

Le indagini sono ad un punto morto e l’uomo brancola nel buio fintanto che riceve una misteriosa busta contente una serie di lettere accompagnate da un biglietto: un caro amico ha consegnato al mittente questo plico, invitandolo a consegnarlo alla polizia qualora non avesse avuto sue notizie a breve. Per Abberline è l’ennesima presa in giro ma, se così non fosse così? Se quelle lettere contenessero davvero qualcosa di importante per le indagini? L’investigatore non può certo ignorarle e noi con lui inizieremo un viaggio all’interno di una mente criminale, un violento assassino, un uomo in balia del proprio lato oscuro.

Le lettere arrivate ad Abberline sono un espediente che l’autrice usa sapientemente per creare un collegamento tra i fatti – tutti rigorosamente veri e noti alle autorità – che sembrano tra loro casuali. Spaventa e allo stesso tempo ispira ammirazione, il grande lavoro di ricostruzione storica effettuato dalla scrittrice per redarre “Epistole sporche di sangue”, un romanzo al cui interno sono presenti nomi, fatti, luoghi, articoli di giornale, deposizioni reali, dove le supposizioni fatte in precedenza vengono analizzate, spezzettate, riconsiderate. Il risultato di tutto ciò è un romanzo appassionante che racchiude al suo interno una vera e propria indagine e un’ipotesi, incredibilmente plausibile, di quanto può essere davvero accaduto lanciando anche una serie di domande scomode al lettore.

La scrittura di Eilan Moon è qui perfettamente calata nell’epoca storica in cui si svolge e le sue descrizioni della Londra vittoriana riescono a mettere i brividi, una città molto diversa dalla attuale, immersa in una nebbia perenne, buia, quasi complice di questi delitti così efferati.

Frederick Abberline è qui un uomo di una certa età, duro e intransigente con i suoi sottoposti ma dalla mente aperta e dall’intuito spiccato. Jack è un uomo misterioso che, fin dalle prime pagine, mostra segni di squilibrio affiancati ad una vita all’apparenza rispettabile.

“Epistole sporche di sangue” è raccontato attraverso diversi punti di vista: Abberline, Jack ma anche attraverso gli occhi delle vittime la cui vita viene in qualche modo omaggiata dalla scrittrice che ci ripropone per ognuna di loro gli ultimi frammenti prima che il mondo diventi per loro un luogo di morte.

“Epistole sporche di sangue” è un romanzo intenso che tratta una storia quanto mai agghiacciante, splendidamente incastonato nell’epoca in cui si è svolto a cui la scrittrice ha voluto restituire tutto il realismo possibile attraverso fatti veri e atmosfere stranianti.

Un romanzo che sarebbe perfetto anche come sceneggiatura per un film tanto risultano vivide le scenografie e credibili le ricostruzioni.

In poche parole: consigliatissimo!

Voto: 4 e 1-2 stelle

Titolo: Epistole sporche di sangue
Autore: Eilan Moon
Editore: bookabook
Collana: Narrativa
Pagine: 363
Prezzo: 15,00* (E.12,75 su Amazon) – E. 7,99* ebook (GRATUITO per KU)
Data di uscita: 29 giugno 2017

* la realizzazione di questo libro è stata possibile tramite l’iniziativa di crowdfunding. Se volete continuare a sostenere questo libro, potete acquistarlo direttamente dal sito bookabook e consentirete all’autrice di proseguire con gli obiettivi di promozione.

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eilan moon - foto autriceEilan Moon è il nome de plume di una scrittrice milanese. Classe 1980, è la fondatrice del lit-blog Storie di notti senza luna e articolista per We Smile magazine. Ha già pubblicato diversi romanzi, tra i quali la trilogia R.I.P. che è stata finalista al premio per la letteratura dell’orrore “John Polidori”.

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