Recensione: Nightcrawlers di Tim Curran

Esce oggi per Dunwich Edizioni un horror coi fiocchi, uno di quelli che, per gli amanti del genere, non può passare inosservato.

Senza qualche brivido non riuscite a sopravvivere? Amate le leggende legate ad antichi cimiteri? Vi entusiasma di più un bosco infestato che un party in giardino?

Siete arrivati al libro giusto, ecco perché vi consiglio la lettura di Nightcrawlers di Tim Curran, uscito oggi per Dunwich Edizioni.

 

Duecento anni fa, il villaggio di Clavitt Fields fu raso al suolo. Si sperò che i suoi abitanti fossero periti nel fuoco. Ma non morirono. Andarono sottoterra…

Per generazioni, hanno vissuto e si sono riprodotti nell’oscurità, adattandosi a un’esistenza sotterranea. Ora stanno tornando in superficie e ciò che sono diventati è un orrore al di là di ogni comprensione, un incubo strisciante di malvagità e violenza votato alla distruzione.

La notte è viva… e appartiene a loro.

Titolo: Nightcrawlers
Titolo originale: Nightcrawlers
Autore: Tim Curran
Traduttore: Marco Garofalo
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 211
Prezzo: 3,99 ebook – 12,90 cartaceo
Data di uscita: 10 aprile 2017

Se siete capitati per caso su Wonderful Monster a caccia di spoiler, siete nel posto sbagliato. Non saprete molto oltre della trama perché, semplicemente, non ne avete bisogno e, soprattutto, rischierei di rovinarvi una lettura che va gustata lentamente, che piano piano si deve insediare nella vostra mente fino a farvi sobbalzare se nel buio vi sembra di scorgere una lucina (saranno degli occhi che mi osservano) o sentirete un fruscio (chi sarà mai?).

Perché è questo che fa Tim Curran nel suo horror uscito proprio oggi per Dunwich Edizione. L’ambientazione tetra e l’atmosfera asfissiante obbligano il lettore ad entrare in questa storia piano piano e poi sempre più velocemente. I primi capitoli sono, se vogliamo, quelli più “difficili” perché scaraventano direttamente dentro l’azione senza dare spiegazioni, senza lasciare il tempo di rendersi conto di dove ci si trovi e di cosa stia succedendo. Proprio come i protagonisti che per una coincidenza (lavori in corso in una zona) si trovano coinvolti in un incubo che ha legami nel passato di quel luogo, che risiede in una tradizione oscura, conosciuta (e mantenuta) soprattutto dagli anziani cittadini che con il male, quello che popola la piccola e apparente trascurabile cittadina, hanno a che fare quotidianamente.

Tim Curran ha dichiarato di essersi innamorato, in giovane età, di scrittori come H.P. Lovecraft e lo stesso Nightcrawlers essere una sorta di omaggio a “Il Colore venuto dallo spazio” pur essendo la storia molto diversa ma mantenendo quella sensazione di claustrofobia e di soffocamento riscontrabile in questo come in altri lavori dello scrittore americano.

Bravissimo l’autore a mantenere una costante tensione col solo utilizzo dei termini giusti al momento giusto. Una vibrazione sempre presente che tiene l’attenzione alta e spinge a guardarsi le spalle più di una volta.

Un bel horror come, purtroppo in Italia, si legge raramente.

Non lasciatevelo sfuggire.

Voto: 

Tim Curran vive nel Michigan ed è l’autore di numerosi ro­manzi e novelle dell’orrore. Lo trovate all’indirizzo www.corp­seking.com.
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