Recensione: Color Fuoco di Jenny Valentine

Sapete quei libri che vi capitano in mano per caso, la copertina è carina ma niente di più, il titolo abbastanza anonimo, una trama che non brilla per originalità. E poi. E poi scoprite che il libro vi ammalia di pagina in pagina e non smettete di sorprendervi e anche spegnere la luce a notte fonda è doloroso perché vorreste decisamente finirlo. Subito. E pentirvene il secondo successivo.

Così è stato per me quando ho deciso di iniziare – senza troppo entusiasmo – Color Fuoco di Jenny Valentine. Perché ho deciso di leggerlo? A dire il vero non so, una specie di sesto senso.

E meno male, perché il libro mi ha completamente e irrimediabilmente conquistata e la mia wishlist si è arricchita dell’intera produzione della Valentine...

Ecco perché.

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jenny-valentine-color-fuocoIris, 16 anni, non ha mai conosciuto il padre Ernest, celebre collezionista d’arte, ma soprattutto uomo inaffidabile, a detta della madre Hannah. Ernest ha però una malattia incurabile, e Iris viene spedita al suo capezzale per mettere un’ipoteca sull’eredità che Hannah considera il giusto risarcimento all’irresponsabilità del marito. Ma quando arriva alla villa-museo di Ernest, Iris trova una persona lontana dai ritratti della madre, e d’un tratto tutto ciò che credeva di sapere – su di lei e sul padre – sfuma nel nero. A Ernest non rimangono molti giorni, ma saranno sufficienti a Iris per capire che c’è un nocciolo di bellezza purissima nei segreti che velano la sua infanzia, e che ce n’è uno altrettanto sfolgorante nel suo futuro tutto da scoprire.

Un inno ai legami che uniscono padri e figli, e allo straordinario potere dell’Arte, in qualsiasi sua forma, di unirci, cambiarci, renderci eterni.

Titolo: Color Fuoco
Titolo originale: Fire Color One
Autore: Jenny Valentine
Traduttore: Lia Celi
Editore: Rizzoli
Pagine:  221
Prezzo: E. 16,00 cartaceo (E. 13,60 su Amazon) – E. 8,99 ebook
Data di uscita: 19 gennaio 2017

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Iris ha 16 anni, è appassionata d’arte, ama accendere fuochi e non ha mai conosciuto il padre. Quando l’incontriamo, ha appena litigato con il suo miglior (nonché unico) amico, Thurston, un ragazzo tanto geniale quanto strampalato, sempre pieno di iniziative, il più delle volte imbarazzanti.

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Scopriamo abbastanza velocemente che il padre, Ernest, ha una malattia incurabile e la madre – trasferitasi negli Stati Uniti con una nuova vita – decide di andare al suo capezzale per ipotecare l’immensa fortuna dell’uomo.

Sappiate che non vi trovate davanti ad un giallo, né ad un classico romanzo d’intrighi e misteri familiari. Ora, potrebbe sembrarvi una storia senza mordente ma gli ingredienti messi in campo dalla Valentine sono originali e sorprendenti.

Partiamo dal patrigno, Lowell Baxteravvizzito bellone da copertina, ex star della tivù attualmente in disgrazia“. La madre Hannah è una bellissima donna, avida e vuota, che vive la maternità con insofferenza e la figlia come un peso:

“Hannah e Lowell credono che abbia deciso io di essere brutta. Sono convinti che sia un attacco diretto contro di loro, per fargli dispetto. Per loro è inconcepibile che si possa passare un’intera giornata senza guardarsi allo specchio. (…) Essere belli è la pietra angolare del loro codice morale.”

D’altra parte, Iris vive tutto ciò in maniera distante e non si scompone di fronte al vuoto rappresentato dai genitori, forse perché riempito dalla presenza di Thurston, un personaggio che ho amato particolarmente:

“La prima e unica volta che Thurston incontrò Hannah e Lowell era vestito da donna. Più precisamente, si era vestito da Hannah, indossando abiti che doveva aver preso dal suo armadio tempo prima, a mia insaputa.”

jenny-valentine-boy-girlThurston gioca molto con l’ignoranza delle persone, a volte cercando di svegliarle da quella specie di torpore, altre assecondandole fino a comprovare platealmente la loro condizione.

“Il credulone non è solo una vittima. Imbrogliare il prossimo richiede la sua piena collaborazione.
«Siamo pigri»mi disse Thurston una volta. «In fondo siamo felici di farci mettere le fette di prosciutto sugli occhi, perché in fondo è meno faticoso di tante altre cose.»”

Il punto focale di Color Fuoco è quello di conoscere il padre, ricco collezionista d’arte, in fin di vita. Inutile dire che Iris non sente alcuna esigenza di incontrarlo, dato che lui non ha mai voluto vederla in tutti quegli anni. Scoprirà invece una realtà molto diversa, un padre che non si aspettava e una storia di cui era completamente all’oscuro.

Hands: dad and daughter

Numerosi i temi interessanti approfonditi in questo libro per ragazzi. Profonda è la riflessione – e la dicotomia – sull’esteriorità, sulla sopravvalutazione della ricchezza e delle cose materiali, sul valore che le persone gli danno.

Scherzi e prese in giro si alternano in “Color Fuoco” a considerazioni sulla morte, sull’amore, sugli affetti in un mix folgorante, in grado di far passare il lettore dalle risate alla commozione, dal dubbio alla riflessione.

Il tema della morte, ad esempio, viene affrontato nel romanzo senza pietismo o tristezza, ma con uno sguardo se non nuovo, quantomeno inusuale:

“E se la morte fosse l’unico modo che abbiamo per vivere per sempre? Se il peso dell’universo è invariabile, a prescindere da chi vive e chi muore, questo significa che non ce ne andiamo mai, non completamente. (…) La morte può essere l’unico fatto vero, l’unica cosa su cui si può contare, ma nessuno vuole sentirne parlare. Se tenti di proporre una lettura positiva di tutta la faccenda, fai scappare la gente peggio di un pessimo dee-jay a un matrimonio.”

La protagonista, Iris, è una ragazzina molto matura che mostra, però, ancora una sana ingenuità e curiosità verso la vita e tutti i suoi aspetti. Ironica e mai cinica, è molto diversa dalla madre e dal patrigno, tutti concentrati verso la bellezza e la ricchezza.

Estremamente interessanti, nel libro, i dialoghi con il padre che non ha incontrato per tutta la vita e che ha pochi giorni di tempo per imparare a conoscere attraverso una versione diversa della storia che la madre gli ha proposto.

Struggente e divertente, questo romanzo si lascia leggere in un soffio e alla fine non riesci ad abbandonare i personaggi e le sensazioni che ti hanno fatto vivere. Tenerezza per Iris, comprensione per Thurston, disprezzo per Hannah, indifferenza per Lowell e malinconia per Ernest. Ernest che è riuscito infine a conoscere la sua Iris e a preparare una fine, la sua, davvero col botto (*bocca cucita sul finale, spiazzante ma fantastico!*)

“Color Fuoco” è un gioiello della narrativa contemporanea per ragazzi.

NOTE:

Se ancora non vi avessi convinti, scaricate QUI l’estratto di lettura con le prime 12 pagine del libro. E poi acquistatelo QUI, scontato su Amazon ^_^

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jenny-valentineJenny Valentine è nata a Cambridge nel 1970. Il suo romanzo di debutto, La signora nella scatola, ha vinto il Guardian Children’s Fiction Prize. Vive a Blasbury-on-Wise, in Galles, insieme al marito cantautore e i due figli. Questo è il suo terzo romanzo.

Bibliografia in lingua italiana:
– La Signora nella scatola (Rizzoli, 2008  => QUI su Amazon);
– Io sono Nessuno (Piemme, 2015 => QUI su Amazon);
– Color Fuoco (Rizzoli, 2017 => QUI su Amazon).

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