Ally Rose. La quinta vittima: intervista a Morgan Cavendish

Era il lontano ottobre quando arrivò sulla pagina FB di Wonderful Monster la segnalazione dell’uscita di questo romanzo. Inutile dire che mi conquistò da subito grazie alla copertina e ad una trama intrigante. Da allora ne è passato di tempo e finalmente sono riuscita a concentrarmi e finire di leggere questo romanzo che non ha affatto deluso le mie aspettative, anzi!

In attesa di leggere la recensione (a 4 stelline, vi preannuncio) che scriverò mentre sono in vacanza (sì, perché non posso fare a meno di pensarvi anche in vacanza ^_^ ) ecco l’intervista che ho realizzato con l’autrice, grazie alla quale scoprirete molto su questo romanzo e sui suoi personaggi.

Ecco le domande che ho rivolto a Morgan Cavendish su Ally Rose. La quinta vittima!

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morgan cavendish - ally roseRedrock Bay, Nova Scotia. Una serie di brutali omicidi macchia di sangue le strade della città. La polizia brancola nel buio e l’Ispettore Alicia Rosslyn McPharson, contro la volontà del suo Capitano, si affida all’aiuto di una medium: un’altra vittima sarebbe dovuta morire quella stessa notte. Qualcosa, però, non va come previsto. Una donna viene uccisa, ma non è quella designata dalla veggente. Alicia, coinvolta in prima persona nella vicenda, viene così catapultata in un mondo spaventoso che le sconvolgerà la vita, popolato da creature sovrannaturali di cui ignorava l’esistenza. Dopo essere scomparsa per un anno senza lasciare traccia, torna dalla sua famiglia e dai suoi colleghi completamente cambiata e pronta a catturare il misterioso assassino che, nel frattempo, è tornato a uccidere. Affiancata nelle indagini da due ambigui vampiri bicentenari, da un detective privato, da una medium e da un ex partner rissoso, Alicia dovrà combattere per impedire che le strane morti continuino a susseguirsi. La lotta contro il tempo si farà serrata e, mentre il collegamento tra le uccisioni stenterà ad apparire, la protagonista dovrà districarsi tra vaghi sospetti, prove inconsistenti, amori pericolosi e rapporti perduti, tra magia, sangue e mistero fino ad una inaspettata conclusione.
Fino a che punto puoi resistere quando il mondo intorno a te cade a pezzi e tutto quello a cui avevi creduto fino a quel momento viene messo in discussione? Un avvincente thriller sovrannaturale in cui tutti mentono e niente è come sembra.

Titolo: Ally Rose. La quinta vittina
Autore: Morgan Cavendish
Editore: Self Published
Pagine: 352
Prezzo: E. 2,99 ebook (su Amazon)
Data di uscita: ottobre 2015

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  1. Innanzitutto, parlaci un po’ di te: chi è Morgan Cavendish? Quando nasce come scrittrice? Quali libri ama leggere?

Io scrivo da quando avevo 18 anni. Ora ne ho 38, quindi sono ben vent’anni che porto avanti questa passione che, sotto moltissimi aspetti, è diventata anche un lavoro. Ho iniziato ad approcciarmi al mondo dell’editoria redigendo articoli di carattere sportivo per un giornale locale della città in cui vivevo da ragazza. Successivamente, ho lavorato come giornalista e articolista freelance per case editrici quali Delos Book e Sprea Edizioni. Per la seconda, che a quel tempo aveva all’attivo una rivista di carattere fantasy a tiratura nazionale, mi occupavo anche di illustrazioni digitali.

Sono approdata come autrice auto-pubblicata solo nel 2013, dando vita ad una raccolta di racconti originali che avevo scritto tempo prima.

Oltre ad usare tastiera e tavoletta grafica, io amo leggere e cerco di ampliare la mia libreria in ogni modo possibile. Prediligo leggere libri horror, urban fantasy, gialli, thriller, police e medical procedural, distopici e steampunk. Non amo in particolar modo i romanzi d’amore, tuttavia ho letto qualcosa anche su questo genere, più che altro per curiosità e formazione personale.

  1. Quando e come nasce Ally Rose. La Quinta Vittima?

Ally Rose nasce nel 2010, inizialmente come base per un gioco di ruolo testuale sui vampiri. Il GDR morì sul nascere, ma il materiale che avevo raccolto era tanto, mi piaceva e aveva potenziale. Così, lo stesso anno, ho iniziato a buttare giù i primi capitoli e nell’arco di poco tempo avevo scritto gran parte della duologia.

Nonostante questo, però, ho pubblicato il primo volume solo cinque anni dopo. Non mi sentivo sicura e, trattandosi di un police procedural, dove la ricostruzione delle indagini e delle procedure forensi è fondamentale, volevo che fosse perfetto e non vi fossero imprecisioni o errori. Mentre mi dedicavo ad altri racconti e romanzi, quindi, ho portato avanti mesi e mesi di editing, approfondimenti, correzioni, studi e ricerche. Anche il fatto che fosse ambientato in Canada e parlasse di riserve indiane, cariche politiche e quant’altro, esigeva controlli e verifiche affinché tutto fosse preciso e realistico.

Ally Rose mi è costato molto lavoro: non di stesura, ma di ricerca.

È un mio limite, o pregio, non so bene come definirlo. Consideratelo come preferite.

  1. Parlaci di Ally: come la presenteresti a chi non la conosce?

Ally è un’ispettrice di polizia, svolge quindi un lavoro pericoloso e al contempo di responsabilità e comando. È minuta, graziosa, il suo aspetto gentile non le facilita il compito e le rende difficile essere presa sul serio in un ambiente quasi prettamente maschile.

L’avere avuto una relazione con il suo Sergente, inoltre, contribuisce ad acuire i risentimenti, le invidie e i problemi.

Ally è insicura, ma lotta con tutte le sue forze per non venire travolta dai pregiudizi e dai tentativi di ostruzionismo. Ha perso il padre da bambina, morto durante un’azione di forza avvolta in gran parte nel mistero e per lei è un eroe da emulare. La sua parte umana è tangibile ed è quella che la tiene ancorata a terra e la fa agire in modo razionale. Quella sovrannaturale, al contrario, la spinge ad abbandonare le certezze e le regole per lasciarsi andare all’istinto e alle emozioni. Le indagini prederanno pieghe impreviste e le sue convinzioni, tutto quello in cui aveva creduto fino a quel momento, subiranno forti scossoni, tano da farle mettere in dubbio tutto, perfino la realtà che la circonda.

Ecco, detto questo, posso concludere affermando che Alicia è una protagonista atipica perché la sua personalità corre su due binari paralleli.  In ultimo, ma non meno importante, la sua storia viene raccontata utilizzando la tecnica del narratore inaffidabile. Ciò che Ally vede o sente, ciò che pensa o ciò che percepisce è influenzato largamente dall’ambiente esterno e dalle persone con cui interagisce. Può non corrispondere al vero, può essere falsato, può essere solo una grossa menzogna.

  1. Il mondo in cui vive Ally nasconde molti segreti, creature che vivono solo nei libri, in realtà, sono reali proprio come la nostra protagonista (e anzi, alcuni di loro la aiuteranno nella sua indagine). Parlaci di loro (senza spoiler).

, nella serie Redrock’s Murders non ci sono solo vampiri, ma anche streghe e licantropi. Alicia scopre la loro esistenza a caro prezzo e una volta che questo accade, il suo mondo va in pezzi. Che posso dire senza rivelare troppo?

Beh, anche per la mitologia e le creature sovrannaturali mi sono dovuta documentare parecchio, per renderle credibili e per fare in modo che fossero il più possibile attinteti ai miti e alle leggende.

Per i vampiri, la mia fonte di ispirazione viene da Varney il Vampiro, romanzo gotico a puntate di epoca vittoriana da cui molti degli attuali stereotipi sui vampiri hanno tratto la loro origine. I miei vampiri, come Varney di James Malcolm Rymer, hanno zanne, lasciano due segni sul collo delle sue vittime, hanno il potere di ipnotizzare e una forza sovrumana. A differenza dei vampiri di altre opere, tuttavia, Varney è grado di spostarsi anche alla luce del giorno e non teme né le croci né l’aglio. Per Alexis, Yvel e Alicia e all’incirca lo stesso, sebbene con qualche piccolissima differenza.

Le streghe, invece, sono divise in clan in base all’elemento naturale di appartenenza. Sono legate alla natura dalla quale traggono forza ed equilibrio e seguono un percorso formativo molto simile a quello della religione Wiccan. Non tutte sono buone, ma la magia se usata a fin di male corrompe e può farlo diventando distruttiva. Alcune incantano pietre e creano pozioni, altre hanno il dono della preveggenza, altre ancora hanno libero accesso alla mente umana, altre possono distruggere una persona con il solo tocco di una mano.

I licantropi, infine, vivono in piccoli gruppi, spesso familiari. La loro casta sociale è rigida e si basa sull’etologia e sulla struttura gerarchica dei branchi di lupi. Al di sopra di tutti c’è il lupo Alpha (molto più raramente una coppia Alpha), poi ci sono i lupi Beta, ovvero i subordinati, e l’Omega che funge da conciliatore e da anello di congiunzione tra il primo e i secondi. Anche qui abbiamo differenze caratteriali; ci sono gli eroi, i reietti e chi da sempre vive nell’ombra.

  1. La protagonista è affiancata da un gruppo eterogeneo di personaggi che la aiutano nel corso del libro: quale hai faticato di più a tratteggiare? In quale ti riconosci (se ti riconosci) di più? E quale detesti maggiormente?

Sono stati tutti ugualmente difficili. Non ce n’è stato uno più complesso dell’altro perché tutti hanno alle spalle vissuti complicati e caratteri forgiati dalle esperienze non sempre positive.

Ho avuto la fortuna di essere affiancata da una psicologa durante la stesura del romanzo, che ha curato l’aspetto logico e strutturale dei personaggi assicurandosi che ogni loro scelta o comportamento fosse in linea con la personalità che avevo tratteggiato. Non mi piace, infatti, che questo o l’altro personaggio possa agire in modo sciocco, senza senso o in un modo che non lo rispecchia o che va, come si suole dire, OUT OF CHARACTER.

Quello in cui mi riconosco di più è senza dubbio Alicia. Vengo da una famiglia di stampo militare, ho il suo stesso spiccato senso di giustizia e mi ritrovo in molti suoi atteggiamenti decisi e nei ragionamenti auto distruttivi.

Non ne detesto nessuno, a dire la verità. Ai miei occhi sono tutti uguali; Yvel con il suo istinto, Alexis con la sua freddezza, Cleo con la sua incrollabile fiducia, Bree con il suo egocentrismo e Adam con la sua collera o Frank con la sua forza. Ognuno è diverso, sfaccettato, buono o cattivo, schietto o bugiardo, volubile o corrente, deciso o insicuro. Io li amo tutti allo stesso modo perché ognuno di loro nasce da me, dalla mia penna e dalla mia mente.

  1. Ally Rose è il primo di una duologia: puoi darci qualche notizia sul seguito?

Il seguito e conclusivo volume è in lavorazione. La prima parte è già in mano agli editor, mentre la seconda è in stesura. Purtroppo non è un libro che si scrive facilmente, è complesso e forse qualcuno riderà sentendomi definirlo così, ma lo è per davvero. Se ci si cimenta con scene del crimine e tutte le analisi forensi che ne conseguono non si può inventare, non è facile e scrivere assurdità è un attimo. Ci vuole tempo e per farlo bene ce ne vuole di più.

Che altro dire? Qualche anticipazione non troppo spoilerosa: Alicia toccherà il fondo del suo personale inferno in questo volume, sarà in caduta libera e risalire non sarà facile. Ci saranno sconvolgimenti, alcune certezze portate avanti nel primo libro verranno distrutte e altre confermate. Alcuni personaggi riveleranno il loro vero volto, altri cambieranno assetto, ma quello che è indubbio è che tutti dovranno scegliere da che parte schierarsi. Perché gli omicidi che da troppo tempo stanno macchiando le strade di Redrock Bay sono solo la punta dell’iceberg; c’è qualcosa di molto più grosso e malvagio dietro alla scia di sangue e in quella che sarà la lotta finale non ci saranno spettatori, ma solo vincitori e vinti.

  1. Infine, a te lo spazio se vuoi mandare un messaggio ai tuoi futuri lettori!

Io amo scrivere e amo la magia, il mistero e la fantasia in tutte le sue sfumature con una leggera predilezione per quelle più scure. Nei miei lavori cerco di trasmettere questa mia passione e provo a mettere nero su bianco queste gradazioni e lo faccio con meticolosità, approfondendo e non lasciando nulla al caso. Se vi piacciono i racconti/romanzi che digradano verso l’oscuro e l’inquieto senza però tralasciare la vena romantica, la passione e l’amore in tutte le sue forme, potete provare a leggermi.

Con questo messaggio finale, colgo l’occasione per ringraziare tutti, sia coloro che hanno scelto i miei scritti dandogli una chance sia chi lo farà in futuro o ha intenzione di farlo. Siete tutti ugualmente importanti per me, nel bene e nel male, sia che il vostro giudizio nei confronti dei miei romanzi sia positivo o negativo. Non si può piacere a tutti, ma se i complimenti fortificano l’autostima, le critiche aiutano a crescere e migliorarsi. La scrittura, come qualunque settore lavorativo, non ha una fine definita: c’è sempre qualcosa da imparare.

Grazie a tutti e in particolar modo a Erika, al suo fantastico Blog e alla sua bella intervista.

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morgan cavendishMorgan Cavendish, classe 1978, nasce come giornalista free lance per alcuni giornali locali prima e per case editrici importanti, quali Sprea Edizioni e Delos Book, subito dopo. Insieme alla scrittura, Morgan ha lavorato attivamente come grafica, web designer e illustratrice.
Nel corso degli anni, dopo preso parte a svariati concorsi letterari tra cui il Premio Lovecraft, ha continuato a scrivere fanfictions e racconti originali fino ad approdare alla pubblicazione in Self Publishing nel maggio 2013. Ama scrivere e ama la fantasia in tutte le sue sfumature con una leggera predilezione per quelle più scure che virano dal nero al rosso. Nei suoi lavori cerca di trasmettere questa passione e prova a mettere nero su bianco queste gradazioni. Se vi piacciono i racconti/romanzi che digradano verso l’oscuro e l’inquieto senza però tralasciare la vena romantica, la passione e l’amore in tutte le sue forme, potete provare a leggerla.

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