Recensione: Anime di Seconda Mano di Christopher Moore

christopher moore - anime di seconda manoE’ finalmente uscito nelle librerie italiane Anime di Seconda Mano di Christopher Moore, seguito di Un Lavoro Sporco, pubblicato nel lontano 2007 dalla casa editrice Elliot.

Nonostante siano 9 gli anni trascorsi dall’uscita di quel romanzo, lo ricordo ancora come uno dei migliori e più sorprendenti che abbia mai letto. Chi conosce Christopher Moore sa che nei suoi libri è presente l’ironia tanto quanto le stranezze, il bene e il male vengono spesso mischiati e scambiati, i personaggi riescono ad essere originali e unici, pieni di vita e irriverenti (mai irrispettosi, però).

Anime di seconda mano non fa eccezione e regala un seguito inaspettato (ma sperato) davvero godibile, inferiore al precedente solo perché la perfezione è difficile raggiungerla due volte di seguito.

Ecco la mia recensione!

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christopher moore - un lavoro sporcoCharlie Asher è contento, felice, appagato. Una bella moglie in attesa di un figlio. Un negozio di roba usata. Un’esistenza tranquilla, insomma. Poi l’adorata Rachel perde la vita mettendo alla luce la dolce Sophie e la situazione prende decisamente una brutta, bruttissima piega. Charlie, distrutto, inizia a vedere persone e oggetti che non dovrebbero esserci. Che non dovrebbero esistere. Un uomo altissimo vestito di verde menta che appare e scompare a proprio piacimento. Enormi volumi usciti dal nulla che luccicano e si aprono su pagine dense di segreti sull’aldilà. Messaggi misteriosi conditi da teschi e ossa. Corvi spettrali che svolazzano in ogni dove. Conoscenti, amici o perfetti sconosciuti che cominciano a morire. I casi sono due: o Charlie sta impazzendo o qualcosa, qualcuno, l’ha scelto per una missione neppure troppo piacevole. Qualcuna, più precisamente, con tanto di falce e sudario nero vuole essere sostituita o aiutata. Ehi, è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo…


christopher moore - anime di seconda manoA San Francisco sta decisamente succedendo qualcosa di strano: le persone muoiono ma nessuno raccoglie le loro anime. Qualcuno – o qualcosa – le ruba e nessuno sa dove siano nascoste. Che fine ha fatto Charlie Asher, il nostro traghettatore di anime preferito? È imprigionato nel corpo di un pupazzo dalla testa di coccodrillo e i piedi da papera, in attesa che la sua ragazza buddhista, Audrey, gliene trovi uno nuovo per potersi finalmente rimettere al lavoro. Nel tentativo di risolvere questa brutta faccenda, si riunisce un gruppo insolito di valorosi: il commerciante di morti Menta Fresca; l’ex poliziotto, ora libraio, Alphonse Rivera; l’Imperatore di San Francisco con i suoi cani, Bummer e Lazarus, e Lily, la sgraziata eroina del “telefono amico”. Christopher Moore torna a scherzare con la morte nel mirabolante seguito di Un lavoro sporco.

=> E’ possibile leggere le prime pagine del romanzo QUI!

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“Un lavoro sporco” ha per protagonista Charlie Asher, un uomo definito “beta” (felicemente, aggiungerei) che ha tutto: l’amata moglie Rachel è incinta, sta per nascere la loro prima figlioletta, lui è proprietario di un negozio di oggetti usati e la sua vita prosegue tranquilla e felice. Almeno fin quando la moglie muore dando la luce alla piccola Sophie. Ed è lì che le cose iniziano ad andare sempre più fuori dall’ordinario: chi era quell’uomo di colore vestito di verde menta al capezzale della moglie pochi attimi prima della morte? Cosa sono quelle luci rosse che appaiono all’interno di alcuni oggetti? Perché la gente attorno a lui inizia a morire?

Non domandatevi cosa fareste voi, immaginate cosa potrebbe fare un giovane padre single che per la prima volta si trova a dover decidere della propria vita, di quella della figlia e tutto ciò che gli sta attorno. Trovandoci in un libro di Moore, poi, nulla sarà come vi aspettereste e l’inverosimile si scontra col grottesco per sfociare in una realtà inaspettata: esistono i Mercanti di Morte, coloro che sono destinati a raccogliere le anime dei morti per poterle traghettare verso un nuovo domani e, sì, Charlie è uno di loro – anche se lo apprende nel peggiore dei modi. Certo, raccogliere le anime nei vascelli e dargli un nuovo proprietario non è un lavoro divertente ma qualcuno deve pur farlo.

Ed è così che il protagonista inizia a intravedere un mondo popolato di anime, ma anche di cani infernali e del Male Assoluto. Un percorso, il suo, tracciato da uno strano volume intitolato “Il grande libro della Morte” al cui interno si trovano istruzioni quantomeno singolari.

A coadiuvarlo un incredibile schiera di personaggi a partire dall’Imperatore di San Francisco con i suoi due cani/scudieri Bummer e Lazarus (ispirati ad una storia vera), le vicine di casa di origini russa una e cinese l’altra (che faranno anche da tata alla piccola Sophie), un uomo di colore che si veste sempre di color verde menta, un commesso ex poliziotto e una commessa goth, una sorella lesbica, due cani infernali e una bambina davvero curiosa in grado di uccidere usando una sola, all’apparenza innocua, parola: gattino.

Un lavoro sporco aveva l’unica “pecca” di terminare in maniera inaspettata e, in qualche modo, aperta. Lacuna che è stata colmata con Anime di Seconda Mano. Qui ricomincia la storia di Charlie che, in seguito ai fatti accaduti nel primo volume, ha subito drastici cambiamenti e che, ancora una volta, si trova a dover affrontare un’emergenza: sembra infatti che a San Francisco le anime non vengano più raccolte (nel primo romanzo viene fatta strage di Mercanti di Anime) e quindi dove vanno a finire quelle dei morti?

Il grande libro dei Morti parla chiaroIl tuo compito consiste nel recuperare i vascelli di anime delle persone morte o in fin di vita e nel garantire che arrivino corpo successivo. Se fallisci, le Tenebre invaderanno il mondo e regnerà il Caos“.

E’ così che l’uomo dovrà risolvere prima i suoi problemi e poi, nuovamente, quelli della città di San Francisco.

In questo volume ritroviamo buona parte dei personaggi già conosciuti nel precedente, ulteriormente approfonditi e sfaccettati. Avrei voluto fosse stato dato maggior spazio ad alcuni (vedi l’Imperatore, figura ricorrente nella letteratura di Moore e le “zie” acquisite della piccola Sphie) piuttosto che ad altri ma le vicende da sbrogliare erano numerose per far ripartire la storia, tanto che le premesse hanno rappresentato la maggior parte del libro. Un romanzo che non delude, anche se le risate sono minori rispetto al precedente e le trovate originali meno presenti, e senz’altro piacerà a chi ha letto il precedente.

Christopher Moore ha una capacità narrativa del tutto originale, in grado di condurre numerosi fili di narrazione nelle più disparate direzioni per poi riportarli tutti ad un comune denominatore. La fantasia si mischia al grottesco senza mai scadere nello scontato mantenendosi sempre in equilibrio tra realtà e finzione, paradosso e normalità, sensibilità e durezza in un mix che non può evitare di conquistare.

Consigliatissimo “Anime di seconda Mano” da leggere, necessariamente, dopo “Un lavoro sporco” o vi ritroverete davvero disorientati.

Voto: 4 stelle

=> P.S. ho avuto il piacere di intervistare Christopher Moore qualche anno fa in occasione dell’uscita di Suck!: QUI trovate la mia intervista!

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christopher moore2Christopher Moore è nato a Toledo (Ohio) e vive a San Francisco. È autore di dodici romanzi, molti dei quali sono best seller negli Stati Uniti, in Inghilterra, Francia, Germania e Giappone. In Italia sono uscitiUn lavoro sporco, Il Vangelo secondo Biff, Suck!, Fool, Sesso e lucertole a Melancholy Cove eDemoni. Istruzioni per l’uso, tutti pubblicati da Elliot Edizioni. Ha vinto numerosi premi tra cui il prestigioso Quill Award per due volte consecutive. Il suo sito internet è chrismoore.com.

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