Recensione in anteprima: Rebel. Il deserto in fiamme di Alwyn Hamilton

halwyn hamilton - rebelSarà in libreria da mercoledì (21 ottobre) Rebel. Il deserto di Fiamme di Alwyn Hamilton (Giunti Editore). Ho avuto la possibilità di leggere con un po’ d’anticipo (QUI la mia anteprima) questo romanzo che mi ha letteralmente conquistata in un periodo in cui – se mi seguite lo sapete – ho rallentato le letture. Grazie a Rebel (ma potrei citarvi anche Quando meno te lo aspetti e Mano Fantasma) ho capito di essere stanca di cambiare libro leggendo, in realtà, sempre lo stesso. 

Parola d’ordine, quindi, originalità.

Ed è proprio originalità che ho trovato in questo romanzo dove l’ambientazione del deserto, popolato dai miti cari al mondo arabo e islamico, riesce a trasportarci in un mondo fatto di sabbia e magia, dove incontreremo il Bandito dagli Occhi Blu e il Serpente dell’Est, ma anche i Buraqi, i Djinni e i Demdji.

Insomma, fatevi coinvolgere da questa sorprendente lettura e non ve ne pentirete. Qualche altro indizio? Ecco la mia recensione.

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Titolo: Rebel. Il Deserto in Fiamme
Titolo originale: Rebel of the Sands
Autore: Alwyn Hamilton
Traduttore: Sara Reggiani
Editore: Giunti
Collana: Waves
Pagine: 272
PrezzoE. 12.90 cartaceo (speciale prezzo lancio per il primo mese di uscita, poi E.17,00) – E. 11,99 ebook
Data di uscita: 21 ottobre 2015

halwyn hamilton - rebelAmani è sempre stata sicura di trovare una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento.

alwyn hamilton - rebel of the sands
Cover inglese del romanzo

Tiratrice infallibile, per realizzare il suo sogno Amani partecipa a un torneo travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, il misterioso e affascinante Serpente dell’Est. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano del Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle.

Ormai nota come il Bandito dagli Occhi Blu, Amani dovrà scappare con Jin attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l’ardire di domarli; i Djinni, capaci di evocare straordinarie illusioni; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e spietati skinwalker che divorano gli umani per assumerne le sembianze… Di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale, Amani e Jin capiranno che la posta in gioco è più alta del loro destino. E il Bandito dagli Occhi Blu dovrà decidere se fidarsi del Serpente dell’Est e unirsi alla rivoluzione…

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Amani ha solo 17 anni ma Dustwalk, un paese di poche centinaia di anime perso in mezzo al deserto, le va a dir poco stretto.

Se fosse possibile morire di noia, a Dustwalk saremmo già tutti cadavere.

Sola, nella casa super popolata dello zio è costretta a comportarsi da ragazza, mentre tutto ciò che vorrebbe è vincere un po’ di soldi a Deadshot e andarsene una volta per tutte dall’Ultima Contea.

Dicevano che Deadshot dopo il tramonto appartenesse solo a chi aveva cattive intenzioni. Io, di cattive, non ne avevo. Ma nemmeno di buone, se è per questo.

Ed è proprio tentando la sorte – anche se la ragazza ha una mira eccezionale – vestita da uomo che fa la conoscenza di un presunto ribelle che, però, le salva la vita. Quando lo incontra, bisognoso di aiuto, il giorno dopo Amani sa esattamente cosa fare e soprattutto, sa che sarà lui il suo lasciapassare per andarsene una volta per tutte da Dustwalk. Ma niente sarà come sembra perché il deserto ha più insidie di quanto si pensi e non sono soltanto le creature speciali che lo popolano.

Parte da qui un viaggio avventuroso per raggiungere la capitale e l’unica parente ancora in vita di Amani, la zia.

Nel libro è particolarmente azzeccata l’idea di lasciare alcune parole in lingua originale, soprattutto quelle che descrivono abbigliamento, monete, recipienti. I termini non sono tantissimi (non preoccupatevi) ma hanno il pregio di riuscire ad immergere ancor di più il lettore in quella realtà. Scoprirete così che Amani usa sempre uno sheema (un velo) per nascondere il viso femminile (ma anche per ripararsi dal vento).

D’istinto portai la mano allo sheema: mi si vedevano solo gli occhi tanto ero imbacuccata, e persino ore dopo il tramonto continuavo a sudare come una peccatrice in preghiera. Forse sembravo più un nomade sperduto che un tiratore esperto. A me bastava non sembrare una ragazza.

Sono numerose anche le creature magiche, a partire dagli Incubi, di cui sentirete parlare. Ci sono i Djinni (esseri immortali con doni speciali) e i Demadji:

«Cos’è un Demdji?» domandai, rendendomi conto troppo tardi che avrei dovuto dire grazie.
«Non ne hai mai sentito parlare?» chiese di rimando Shazad mentre richiudeva il baule.
«Sono nata molto lontano da qui.» In un luogo dove prìncipi e donne che mutano forma vivono solo nelle storie che si raccontano di fronte al fuoco, la notte.
«Sono figli di Djinni e donne mortali» spiegò Shazad. «Ce n’è una dozzina nell’accampamento. Ahmed in pratica li colleziona. »
«Sanno tutti trasformarsi?» La ferita sul braccio iniziò a pizzicare mentre ripensavo allo skinwalker nel canyon.
«No, dipende» riprese Shazad. «I Djinni sono creature del deserto, inclini a illusioni e manipolazioni. Ed è questo che ereditano i loro figli: la capacità di illudere e ingannare attraverso
il calore e i venti.

Il mio preferito, quello che più mi ha affascinato è, invece, il Buraqi:

Un Buraqi, un cavallo del deserto. Un Primo Essere, creato in un’epoca precedente a quella di noi mortali, una creatura di sabbia e vento, capace di galoppare fino ai confini del mondo senza sforzo. E che valeva il suo peso in oro, se catturata.

La caratterizzazione dei personaggi è realizzata in maniera precisa e dettagliata, ritagliando così personaggi di carta che risultano invece tridimensionali e realistici. A partire da Amani, ragazza ribelle e risoluta, abile tiratrice e formidabile nell’arte del dissimulare. E poi c’è il Serpente dell’Est, un ragazzo che presto intreccerà il suo destino con quello di Amani. Ma Jin, questo il suo vero nome, non è esattamente quello che tutti pensano e quando l’Esercito di Gallan inizia a marcarlo stretto, anche il Bandito dovrà ammettere di non conoscerlo così bene ma è lui la chiave di svolta per il suo futuro.

Dovevo andarmene. Fazim non era così scaltro da saper bluffare. Sarebbe sicuramente andato a dire ai soldati che conoscevo il traditore. Non avrei supplicato Jin. L’ avrei costretto a portarmi con sé.

In un mondo popolato dalla magia è in corso una lotta intestina per diventare Sultano, tanti sono gli eredi in lizza, così come i Ribelli che vorrebbero cambiare l’ordine delle cose. C’è però un arma devastante in mano all’Impero, in grado di annientare tutto e tutti e Amani si troverà nel fuoco incrociato e dovrà decidere da che parte stare.

La scelta non sarà facile.

Appassionante, intrigante, con una punta (ma solo un soffio) di romanticismo, Rebel. Il deserto di Fiamme è un romanzo che dovete leggere. Poi mi ringrazierete ^_^

Voto:  5 stelle

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alwyn hamiltonAlwyn Hamilton, nata in Canada, ha studiato storia dell’arte in Francia e attualmente vive a Londra. Da poco laureatasi a Cambridge, si è subito fatta notare nell’ambiente editoriale internazionale con questo esordio straordinariamente originale e affascinante.

 

 

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