Le anatre di Holden sanno dove andare: intervista ad Emilia Garuti

“E’ così strano non avere sogni? Quando uno è abituato a vedere che non si avvera mai tutto ciò che desidera, mi sembra normale che dopo un po’ smetta di sognare. Si chiama istinto di conservazione: se non speri niente, non rimarrai mai deluso, è piuttosto scientifico. Poi, quando si realizzano solo gli incubi, uno comincia anche ad avere una certa paura di sognare.”

Will è una ragazza come tante che ha appena finito le scuole superiori e si trova ad un bivio – non mancano di farglielo notare – fondamentale della sua vita, quel punto esatto in cui devi prenderti le tue responsabilità e decidere il tuo futuro. Facile a dirsi, meno facile a farsi, soprattutto se non hai le idee chiare, se la realtà intorno a te sembra tutto meno che reale e gli altri vivono una vita vuota, finta, preconfezionata.

Cinica, sarcastica, Will guarda tutto ciò che le sta intorno in maniera lucida e spietata, a partire proprio dai suoi coetanei per arrivare agli adulti. Uno spaccato dei ragazzi (e non solo) di oggi in un romanzo scritto da una giovane che parla di giovani. Un romanzo non targettizzabile, comunque, in cui tutti possono ritrovarsi.

Per approfondire l’argomento, in attesa di pubblicare la recensione, proprio oggi che esce il libro ho intervistato Emilia Garuti, studentessa universitaria dalle idee davvero chiare. Ma prima, ecco i dati sul libro.

emilia garuti - le anatreTitolo: Le anatre di Holden sanno dove andare
Autore: Emilia Garuti
Editore: Giunti
Collana: Y
Pagine: 144
Prezzo: 12,00 cartaceo – 4,99 ebook
Data di uscita: 29 aprile 2015

Una allergia diffusa verso l’ipocrisia degli adulti, a partire da quegli immaturi dei suoi genitori, l’orrore puro per gli happy end e le soluzioni preconfezionate e, soprattutto, una voglia matta di dare del filo da torcere a “Denti L’Oréal”, la psicologa col muso da lucertola che mamma e papà pagano profumatamente per mettere un freno ai suoi colpi di testa. Questa è Will, per la precisione Willelmina, l’eroina irriverente e sognatrice di questo libro, che, come un lupo ferito, ha decisamente smarrito il branco. Nell’arco di un settembre nero che chiude l’ultima estate da liceale, mentre i suoi coetanei si fanno elettrizzare dalle mille luci della vita universitaria, Will si aggira senza meta come un’aliena su un pianeta sconosciuto. Unico scudo: l’ironia. E la musica, certo. E improvvisamente Matteo, il ragazzo strano e “poco collaborativo” della sala d’attesa, che la rincorre per mezza città nel tentativo di riportarla indietro. Che cosa vuol dire davvero essere giovani? E quanto costa l’autenticità? A chi si è fermato e non sa dove andare, a chi si sente fuori sincrono, fragile, confuso e sbagliato. A chi è giovane adesso e a chi non lo è più, ma ha buona memoria. Tutti, almeno in una fase della vita, abbiamo potuto dire: io sono Will.

Interviste

Ecco l’intervista realizzata ad Emilia Garuti a proposito de Le anatre di Holden sanno dove andare (Giunti):

[audio:https://dl.dropboxusercontent.com/u/68383787/Intervista%20ad%20Emilia%20Garuti.mp3%5D

P.S. se non vedete il player qui sopra (ad esempio se usate Chrome): cliccate qui!

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emilia garutiEmilia Garuti ha 20 anni. Vive dalla nascita in un piccolo paesino in provincia di Reggio Emilia al quale è molto legata. Diplomata al liceo classico, frequenta la facoltà di Lettere Moderne all’università di Bologna. Ama da sempre la letteratura, il cinema e l’arte. Per assecondare le sue passioni, scrive fin da quando era piccola e nel tempo libero ama dipingere, scattare foto e girare cortometraggi obbligando amici e parenti a prestarsi come attori. Nella vita vorrebbe poter fare di queste strade la sua professione. Questo è il suo primo romanzo, scritto quando aveva 18 anni.

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