Recensione: Il re degli incasinati di G.L.Going

Cosa rende popolare qualcuno e qualcun’altro no? E’ proprio vero che essere amati dai compagni di scuola ne pregiudica i risultati? E se questo qualcuno volesse a tutti i costi cambiare registro e diventare sfigato?

Se si tratta di Liam Geller il risultato può essere solo quello di assistere ad una marea di disastri. In buona fede, eh, ma senz’altro voler cambiare la propria natura non è così semplice e, probabilmente, nemmeno giusto. Per questo il ragazzo si troverà ad affrontare la realtà e soprattutto decisioni da cui dipende il suo futuro. Sarà in grado di prendere e diventare chi è nato per essere?

Tra scene divertenti e scelte difficili, si srotola la storia di Liam, un adolescente in cerca del proprio futuro.

k.l. going - il re degli incasinati

Titolo: Il re degli incasinati
Titolo originale: King of screwups
Autore: G.L.Going
Traduttore: Gloria Pastorino
Editore: Piemme
Collana: Freeway Love
Pagine: 348
Prezzo: 15,00 cartaceo (E.12,75 su Amazon)
Data di uscita: febbraio 2015

Voto: [yasr_overall_rating size=”medium”]

trama-new

Senza fare niente di particolare, a scuola Liam Geller è amato da tutti. A casa, invece, è tutta un’altra storia. Per forgiargli il carattere, suo padre – un potentissimo manager – lo sbatte fuori di casa senza che la bellissima mamma, ex top model, possa – o voglia – impedirlo. Liam si ritrova a vivere con zia Pete, DJ, glam rocker, gay dichiarato, in una sgangherata roulotte. Per conquistare l’approvazione del padre, Liam decide di trasformarsi da Mister Popolarità a Mister Disastro. Ma quando il re degli incasinati decide di incasinare tutto, riesce solo a incasinarsi del tutto.

recensione-new

Il re degli incasinati è il prototipo del libro che non ti aspetti.

Il protagonista è un liceale come tanti, ma come pochi ha un vantaggio: è naturalmente popolare. Qualsiasi cosa faccia – di sua volontà o casuale – la gente lo riconosce come un leader, come un esempio da seguire, come un amico da conquistare.

Lui, dal suo canto, ne combina di tutti i colori e a scuola – ma anche in famiglia – è una peste. Il padre, quindi, decide di prendere in mano le redini e dargli una lezione di disciplina mandandolo dai nonni, estremamente severi.

Il ragazzo, però, non ha intenzione di allontanarsi dalla splendida casa in cui vive con il padre, ricco manager, e la madre, ex reginetta delle sfilate di tutto il mondo. Ancora ripensa con nostalgia a quando accompagnava la mamma sulle passerelle, viaggi ed esperienze che lo hanno segnato profondamente e gli hanno fatto amare quel mondo. Lo stesso mondo che il padre odia e dal quale ha fatto di tutto per allontanare la madre, spingendo sul fatto che viaggiare di continuo gli impediva di essere una buona moglie e, soprattutto, una buona madre.

Fatto sta che a casa Liam non può restare, la madre allora gli propone di andare a stare dall’odiato fratello del padre (che lei invece adora): un dj radiofonico gay, fondatore di una band Glam Rock, che vive in una roulotte. Niente di più lontano dal ragazzo dall’abbigliamento firmato e gli hobby costosi, che va in vacanza alle Haway e ha tutto ciò che desidera.

Allora, chiariamo subito che Liam non è il classico ragazzo viziato e stronzo, è un ragazzo solo, alla ricerca dell’approvazione del padre, che adora la madre e il mondo della moda con tutti quei lustrini, le passerelle, i viaggi e la tensione che si vive nei camerini quando le luci si stanno per accendere. Non è particolarmente interessato alla scuola ma più in generale a quello che il padre vorrebbe per lui. Scaltro manager, il padre è possessivo e dispotico, geloso della moglie e delle attenzioni che riceveva (nonostante avesse al suo fianco un bimbetto), eternamente insoddisfatto del figlio che vede troppo simile alla spensierata (ma estremamente dolce e comprensiva) e remissiva madre, troppo sulle nuvole per i suoi gusti, troppo frivolo. Dal suo canto il padre è inesorabile nel negare qualsiasi cosa non sia materiale al ragazzo che, invece, vorrebbe solo poter stare insieme a lui.

Ho trovato davvero disturbante la personalità del padre di Liam, i suoi comportamenti nei confronti del figlio e ancor più della moglie, entrambi trattati come soprammobili e costretti alle sue volontà, privati delle cose che maggiormente li rendevano felici a discapito di una vita da reclusi (lei) e che non vogliono (il figlio) è a dir poco intollerabile, un po’ oltre i limiti accettabili.

La madre, pur essendo tratteggiata come una donna dolce e comprensiva, tenera e apprensiva, pecca di mancanza di forza, segue il marito anche quando sa che sbaglia, non riesce ad imporsi e, credendo di farlo per amore di Liam, acconsente a troppe rinunce ingiustificate.

Tutto ciò, probabilmente, è quanto nota una mente “adulta” come la mia, che davanti a certe situazioni, ci si è trovata e ha conosciuto persone di questo tipo, famiglie davvero difficili con figli pieni di problemi. Chi ha qualche anno di meno, invece, non potrà che affezionarsi a questo terribile casinista che è Liam, a partire dalla sua passione – e propensione – verso il mondo della moda di cui sa tutto, capacità appresa sul campo e che vedremo messa a frutto in questo romanzo che, spero, sarà solo il primo di una serie (ci tengo a precisare che non è a cliff hanger, il libro finisce!) perché vorrei proprio capire come si orienterà nel mondo questo ragazzo che grazie all’affetto e all’amore di uno zio – e dei suoi amici – strambo riesce a scoprire se stesso e quella forza interiore che ognuno ha ma che fa fatica a tirar fuori.

Il tutto condito da gag tutte da ridere, da figuracce tremende soprattutto nel momento in cui decide di voler essere uno sfigato e non il ragazzo più in vista della scuola. Peccato che tutto ciò che fa, alla fine, sia un successo, così come siamo certi riuscirà in un modo o nell’altro a prendere in mano il timone della sua vita e portarla dove più desidera.

Un pregio: in maniera divertente tratta diversi temi importanti e, allo stesso tempo, difficili per i giovani come l’affermazione di sé, cercare di compiacere i genitori, crearsi un futuro.
Un difetto: non riuscire ad andare in profondità quanto merita.
In sintesi: un libro divertente e ironico in grado di far riflettere senza mettere troppa pressione nel lettore.

Voto: [yasr_overall_rating size=”medium”]

autrice-new

k.l. goingK.L. Going, autrice di moltissimi libri per ragazzi e teenager, ha già pubblicato per Il Battello a Vapore I ragni mi fanno paura.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...