Recensione: Diario assolutamente sincero di un indiano part-time di Sherman Alexie

A febbraio è stata pubblicata da Rizzoli la riedizione di un romanzo uscito in Italia nel 2008 e ormai introvabile: Diario Assolutamente Sincero di un Indiano Part-Time, dello scrittore americano Sherman Alexie.

Si tratta della vera storia dell’autore narrata sotto forma di diario perché “se avessi raccontato la mia vita in un’autobiografia, nessuno mi avrebbe creduto. Quindi l’ho trasformata in romanzo”.

Diario Assolutamente Sincero di un Indiano Part-Time è stato per me una vera scoperta, un libro interessante sotto una moltitudine di aspetti. Ecco la mia recensione!

sherman-alexie-diario-indianoTitolo: Diario assolutamente sincero di un indiano part-time
Titolo originale: The absolutely true diary of a part-time indian
Autore: Sherman Alexie
Traduttore: Giulia de Biase
Editore: Rizzoli
Collana: Ragazzi
Pagine: 299
Prezzo: 14,00 cartaceo
Data di uscita: Febbraio 2015 [I edizione 2008]

Voto: [yasr_overall_rating size=”medium”]

Arnold Spirit Jr, della tribù degli Spokane, è nato con l’acqua nel cervello, un eccesso di fluido cerebrospinale che gli ha lasciato tutta una serie di problemi fisici: mal di testa, convulsioni, un occhio miope e uno ipermetrope che non vanno per niente d’accordo, un corpo sproporzionato e quarantadue denti, dieci più del normale. Come se non bastasse, ha due fastidiosi difetti di pronuncia, che insieme all’amore per lo studio lo rendono diverso dagli altri ragazzi, facile bersaglio dei bulli della riserva.

La sua vita potrebbe sembrare assurda e ridicola, ma Arnold decide di raccontarla lo stesso, con sentimento e ironia, parole e disegni. Perché nonostante l’ostilità e l’indifferenza di chi lo circonda, lui non è un perdente, ma un guerriero, che abbandona la scuola della riserva per studiare in mezzo ai bianchi, nella vicina Reardan, sfidando i pregiudizi di tutti. E combatte senza cedere mai, a scuola e sul campo da basket, sostenuto dall’amore incrollabile della sua famiglia. Per non appartenere più a una sola tribù ma al mondo intero.

Vincitore del National Book Awards For Young People’s Literature 2007, il racconto irriverente, incredibile e onesto di un “diverso”, armato di coraggio e di un incrollabile amore per la vita.

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Diario Assolutamente Sincero di un Indiano Part-Time è stato per me una vera scoperta, un libro interessante sotto una moltitudine di aspetti.

Innanzitutto è un tragico spaccato di vita degli indiani d’America, “rinchiusi” nelle riserve – che una volta fungevano da prigioni – in attesa di morire, vittime dell’alcol e della disoccupazione (pare che l’80% dei nativi non abbia un impiego) ma anche depositari di antica saggezza e baluardi di tolleranza. Una storia ben nota al popolo d’oltreoceano

Il secondo aspetto importante è quello della diversità.

In questo contesto, Junior è un pesce fuor d’acqua. Nato con un problema fisico – idocefalico – è il diverso tra i diversi, colui che ha un aspetto strano e che per questo viene deriso e ritenuto stupido. In realtà il quattordicenne se la cava piuttosto bene nella scuola della riserva, ama studiare – i numeri in particolare – ed è curioso di tutto. Essere diversi, non omologati quindi “pericolosi”: perché tutti sono pronti a giudicare le apparenze?

L’unico amico umano (il suo miglior amico in assoluto è il cagnolino Oscar) – Stizza – è un attacca briga litigioso che, però, l’ha preso in simpatia e lo difende da coloro che vogliono fargli del male. Il loro rapporto è molto profondo, spesso il ragazzino si ferma a dormire da Junior per scampare al padre violento. Molto bello anche il loro rapporto, senz’altro difficile e complicato dal fatto che il protagonista decide di andarsene dalla riserva mentre Stizza non può (o non vuole) perché condizionato da ciò che gli sta intorno e dai suoi genitori, sente come se la sua vita fosse già finita, come se non avesse alcuna alternativa, alcuna possibilità di decidere del suo futuro. Quanto ci condiziona l’ambiente che ci circonda?

sherman alexie - indiani-bianchiIn Diario Assolutamente Sincero di un Indiano Part-Time si parla anche di un argomento che ha toccato tutti, se non una più volte: riuscire a trovare il proprio posto nel mondo. Infatti, ben presto – e con l’aiuto di un professore – Junior si rende conto che la vita nella riserva non fa per lui, la sua sete di conoscenza non viene sanata – perché conviene mantenere gli indiani nell’ignoranza – e così gracile e preso di mira non arriverebbe senz’altro alla maggiore età. Prende quindi una decisione difficilissima da sostenere e mantenere: andare a scuola fuori dalla riserva, in mezzo ai bianchi, a 35 chilometri da casa. Cosa sei disposto a fare per il tuo futuro?

La sua famiglia è poverissima e spesso non ci sono nemmeno i soldi per la benzina nella macchina, tanto che Junior arriva spesso a scuola a piedi o grazie a qualche viso conosciuto che lo raccoglie per strada.

Anche l’inserimento nella nuova scuola è tutt’altro che idilliaco. Riuscirà il ragazzo a trovare una sua dimensione?

Junior è un ragazzino dall’intelligenza acuta e dallo sguardo fino, capisce bene quello che gli sta intorno, i drammi, la solitudine, la disperazione e trascrive tutto con la genuina saggezza dei bambini, coloro che sono ancora in grado di trovare il granello di sabbia nel deserto, l’ago nel pagliaio, quella forza interiore così difficile da mantenere quando, come lui, a 14 anni si è già stati a 42 funerali.

Un attento osservatore della società, quindi, in grado di vedere quali sono i problemi degli indiani e dei bianchi, un critico onesto e sincero che non pretende di avere tutte le risposte ma si pone le domande giuste. Un ragazzino così equilibrato in un mondo che ha perso la propria direzione, nella migliore delle ipotesi spaventa, nella peggiore viene considerato una minaccia da allontanare con ogni mezzo.

Il tutto condito da un’ironia che non ha nulla di cinico ma riesce a stemperare quasi tutte le situazioni anche quelle più tragiche, tanto che ci si ritrova a sorridere in più punti. Un riso, spesso, amaro di fronte alle ingiustizie a al modo candido di affrontarlo di Junior.

Un libro – Diario – che si legge in un baleno ma che scava in profondità a lungo. Una vita, quella di Junior, permeata di una tristezza, di una solitudine che non può che lasciare una traccia indelebile nel lettore che, apparentemente, potrebbe essere divertito dalle battute e dalla leggerezza dimostrata dal protagonista ma che appena va un po’ più a fondo ne viene risucchiato.

Ho davvero apprezzato molto la lettura di questo romanzo, a maggior ragione sapendo che si tratta di una storia vera e che l’autore è comunque riuscito a venire fuori da una situazione che definire drammatica è un eufemismo. L’unica postilla che mi sento di fare – per questo ho dato 4 stelline e ½ anziché 5 ma… averne di libri così! – è che ho trovato nel corso della lettura più situazioni seriamente strazianti trattate con una leggera ironia, secondo me, eccessiva, forzata (bocca cucita sugli esempi, però, leggete il libro poi ne parleremo!🙂 ).

In sintesi, un libro da leggere, ad alto contenuto emotivo, stemperato dalla candida ironia del protagonista, in grado di farvi riflettere!

Voto: [yasr_overall_rating size=”medium”]

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sherman alexieSherman Alexie è nato nella riserva indiana di Spokane, nello Stato di Washington, nel 1966. È poeta, scrittore, sceneggiatore e regista. Negli Stati Uniti Diario assolutamente sincero di un indiano part-time è un cult, capace di vincere molti premi, di meritarsi entusiastici consensi e di restare negli anni saldamente nella classifica dei romanzi più venduti per Giovani Adulti.

Ellen Forney è illustratrice dal 1992. Insegna fumetto al Seattle Cornish College of the Arts.

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