Recensione: Il tredicesimo dono di Joanne Huist Smith

“Nei momenti più difficili la vita trova sempre una nuova occasione per sorprenderci.”

A novembre è uscito in libreria Il tredicesimo dono, un titolo ammiccante soprattutto per la prossimità del Natale. Poco dopo ho iniziato a vedere tantissime recensioni entusiastiche che ne parlavano senza svelare il contenuto ma consigliandolo caldamente.

Ho quindi iniziato la lettura in gennaio (nel periodo in questione avevo già altre letture in corso) e forse le mie aspettative erano molto alte per cui la lettura mi ha lasciato un ricordo meno positivo di quello che speravo a inizio lettura. Ecco perché.

joanne huist smith - il tredicesimo dono

Titolo: Il Tredicesimo Dono
Titolo originale: The 13th Gift
Autore: Joanne Huist Smith
Traduttore: Elisa Ferrario
Editore: Garzanti
Collana: Narratori Moderni
Pagine: 164
Prezzo: 14,90 cartaceo (E. 12,67 su Amazon) – E. 8,99 ebook
Data di uscita: novembre 2014

Voto: [yasr_overall_rating size=”medium”]

«Mamma, abbiamo perso l’autobus.»
È la mattina di un freddo e grigio 13 dicembre, e Joanne viene svegliata improvvisamente dai suoi tre figli in tremendo ritardo per la scuola. Ancora non sanno che quel giorno la loro vita sta per cambiare per sempre. Mentre di corsa escono di casa, qualcosa li blocca d’un tratto sulla porta: all’ingresso, con un grande fiocco, una splendida stella di Natale. Chi può averla portata lì? Il bigliettino che l’accompagna è firmato, misteriosamente, «I vostri cari amici». Mancano tredici giorni a Natale, e Joanne distrattamente passa oltre: è ancora recente la morte di Rick, suo marito, e vorrebbe solo che queste feste passassero il prima possibile. Troppi i ricordi, troppo il dolore. Ma giorno dopo giorno altri regali continuano ad arrivare puntualmente, e mai nessun indizio su chi possa essere il benefattore. La diffidenza di Joanne diventa prima curiosità, poi stupore nel vedere i suoi figli riprendere a ridere, a giocare, a divertirsi insieme. Sembra quasi che stiano tornando a essere una vera famiglia. E il mattino di Natale, mentre li guarda finalmente felici scartare i loro regali sotto l’albero addobbato, Joanne scopre il più prezioso e magico dei doni. Quello di cui non vorrà mai più fare a meno, e il cui segreto ha scelto di condividere con i suoi lettori in questo libro suggestivo, profondo ed emozionante.
Il tredicesimo dono riesce così ad aprirci gli occhi sulla gioia che ci circonda sempre, anche nei momenti più impensabili. Sulle sorprese inaspettate che la vita sa regalarci. E sulla felicità improvvisa che tutti possiamo donare a chi ci sta accanto, non smettendo mai di credere nella forza e nella generosità dei nostri cuori.

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Joanne è madre di tre figli – Megan di 10 anni, Nick di 12 e Ben di 17 – e da due mesi è successa una cosa sconvolgente, imprevista, drammatica: Rick, il marito e padre dei suoi figli, è morto improvvisamente di infarto lasciandoli soli. Il lutto è ancora troppo vivo in Joanne per poter apprezzare la vicinanza del Natale, la festa della famiglia. L’allegria, le decorazioni, i regali non fanno altro che innervosirla e ricordarle che d’ora in avanti nulla sarà come prima. Dolore che accomuna e allontana anche i figli, soprattutto il più grande sempre più distante e “sconosciuto.

La donna, però, non ce la fa. Ha visto crollare il suo mondo in un attimo e ora sente sulle spalle un peso enorme, certa di non essere in grado di sopportarlo da sola. L’intera sua vita va ora rivista e non ha voglia di considerarla senza l’amato marito.

poinsettiaUn giorno, però, sulla soglia di casa compare un dono, proveniente “dai vostri veri amici” allegato alla strofa di una canzone natalizia. Chi ha inviato la Stella di Natale? Chi sono i veri amici? Perché lasciare questo dono sulla soglia?

Domande senza risposta che vedono la famiglia da una parte entusiasti – i bambini – dall’altra perplessa – la madre. Soprattutto considerato che il giorno dopo davanti casa ricevono un altro regalo.

Da lì in poi per 13 giorni questa famiglia si vedrà recapitare un pensiero al giorno e il sospetto lascia il posto ad una rinascita, fino ad arrivare al punto di non voler nemmeno soddisfare la curiosità che dapprima li spaventava ma che poi hanno capito aver avuto un valore benefico sull’umore, insegnandogli nuovamente ad amare e a prendersi cura l’un l’altro.

Non è un mistero che ci troviamo davanti ad una storia vera, l’autrice stessa lo dichiara nella prefazione, per questo mi trovo un po’ in imbarazzo nel commentarla.

Personalmente ho trovato fredda la narrazione e nonostante l’idea alla base (idea che scoprirete solo alla fine del libro) sia davvero stupenda, credo non sia riuscita a coinvolgere il lettore in maniera convincente. Mi sono trovata a non provare alcuna simpatia per la madre/voce narrante che, seppur consapevole di una perdita senz’altro grave ed insostituibile, comunque si estranea dal mondo con l’intenzione di negare ai figli  qualcosa cui hanno diritto, come se il lutto fosse solo suo.

Allo stesso tempo, non ho capito il senso dei  13 doni. Che significato hanno? E poi, solo quando degli anonimi donatori ti fanno regali futili senza darti spiegazioni, improvvisamente ti senti amata?

L’autrice ha dichiarato di essere stata spinta a scrivere la sua storia per dare coraggio e speranza ad altri che hanno vissuto esperienze simili alla sua, di aver frequentato corsi di scrittura e averci impiegato parecchio tempo prima di riuscire a trovare “una propria voce”. Ebbene, avrei preferito che la storia fosse stata scritta in maniera meno personale, più romanzata e resa più pregnante, non perché i fatti non lo siano ma perché sono raccontati come una specie di radiocronaca insensibile, carica solo di dolore e di avvenimenti uno incatenato all’altro. A volte si ha bisogno di un po’ di magia – nei romanzi come nella vita – per far sì che il messaggio arrivi al cuore delle persone e non si fermi in superficie.

Be’, questa storia non mi ha conquistato come è successo a molti altri. Sicuramente ha il pregio di essere scritta in maniera molto scorrevole, sintetica e molto breve (156 pagine) ma ha il difetto di essere troppo cruda e insensibile. E’ una storia che, a mio parere, meritava molto di più, un approfondimento dell’argomento e, più in generale, una rivisitazione sentimentale che desse un senso a quanto raccontato.

Tuttavia, devo ammettere si tratti di un libro carino, che porta senz’altro a riflettere su quanto ognuno di noi può fare per il gli altri, di quanto anche un piccolo gesto o pensiero possa davvero fare la differenza.

Voto: [yasr_overall_rating size=”medium”]

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joanne huist smithJoanne Huist Smith è nata a Dayton, in Ohio.

Dopo essersi laureata presso la Wright State University, lavora come reporter per il «Dayton Daily News».

Ha tre figli.

Il tredicesimo dono è il suo primo libro.


Ecco dove acquistare Il Tredicesimo Dono di Joanne Huist Smit (Garzanti):
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joanne huist smith - il tredicesimo donoSu Amazon: E. 8,99 EbookE. 12, 67 Cartaceo

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