La Croce sulle Labbra: intervista a Danilo Arona ed Edoardo Rosati

arona-rosati-croce labbraE’ uscito a gennaio per Edizioni Anordest La Croce sulle Labbra, riedizione del romanzo già apparso qualche anno fa (era il 2008) ne I Segretissimi Mondadori e ora presente in una nuova edizione. Ammetto che a suo tempo me lo sono perso, ma nonappena vista la copertina e letta la trama non ho potuto far a meno di prenderlo. Come saprete – almeno se mi seguite da un po’ – ho un debole per i libri di stampo apocalittico che parlano di “fine del mondo” o di virus/malattie/eventi estremi che rischiano di portare o hanno posto l’umanità in ginocchio. Qui non siamo ancora a queste conseguenze estreme ma un virus subdolo si sta insinuando tra la popolazione e l’unica arma a disposizione è un medico, tanto originale quanto “cocciuto”. Per parlarne ho avuto l’onore e il piacere di intervistare i due autori Danilo Arona ed Edoardo Rosati che hanno avuto la pazienza di rispondere alle mie mille curiosità. Ecco di cosa abbiamo parlato, ma prima… la trama!

Book summary

Guana, un remoto angolo di paradiso nel mare delle Antille. Ma in una sola notte il paradiso sprofonda all’inferno e la morte dilaga, mentre centinaia di nativi abbandonano l’isola in fretta e furia. Mesi e mesi dopo a Milano uno strisciante orrore invisibile inizia a diffondersi come un inarrestabile morbo letale. Qualcuno ne conosce l’origine: quella piccola scheggia di terra nel Caribe. Misteriosi emissari tribali, sanguinarie eruzioni di furia omicida, devastanti mutazioni dei corpi e delle anime, un enigmatico e antico culto che celebra le sue nozze immonde con la medicina oscura e deviata. Il più inaspettato degli incubi per tre coraggiosi medici impegnati in una corsa disperata contro il dilagare di un flagello capace di annientare la metropoli. E tutti i suoi abitanti.

Interviste

  1. Innanzitutto, benvenuti sul blog Wonderful Monster, dove nome fu mai più azzeccato di questo per parlare di “La Croce sulle Labbra”.

Danilo: Grazie, Erika, di questa bellissima opportunità.
Edoardo: Grazie di cuore a te per la tua splendida vetrina!

  1. La Croce sulle labbra ha due anime, tante quante sono le firme che lo hanno creato. Una più spiccatamente horror, grazie a Danilo Arona, e una medical thriller dovuta a Edoardo Rosati. Questo non è il vostro primo lavoro insieme ed entrambi avete molte esperienze “solitarie”. Trovate che scrivere a due mani sia più faticoso o più divertente?

Danilo: E’ ovviamente più complesso perché, al di là di un aspetto creativo che permane a essere “solitario” nella prima stesura, c’è un aspetto a monte di organizzazione e razionalizzazione del lavoro. Nel senso proprio della divisione di scene, segmenti ed elaborazioni. Il che presuppone un certo numero di riunioni operative dove si parla molto soprattutto per approfondire caratteristiche psicologiche dei personaggi. Partiamo per forza da un plot già impostato alla grossa in precedenza. Poi, man mano si va avanti, la storia va ad assumere caratteristiche più precise con qualche necessaria divagazione tecnica che in realtà serve a puntellare la struttura narrativa. Comunque scrivere, almeno per me, non è più divertente. E’ una faticaccia che spesso rasenta il massacro. Perciò ormai si scrive soltanto più se ne vale la pena.

Edoardo: Sicuramente è una straordinaria palestra: due bagagli di culture ed esperienze diverse (pur lavorando su un medesimo terreno: quello della letteratura fantahorror) s’incontrano e devono interagire. Va da sé che si tratta di un impegno di grande autodisciplina, perché c’è un rigido calendario (di incontri operativi e scadenze a breve termine) da rispettare e anche una speciale attenzione allo stile, che deve risultare “uno”. Voglio dire: il lettore deve percepire una sola voce narrante e non essere strapazzato da più registri di scrittura. Nel nostro caso, ci viene in aiuto il fattore “A”: l’amicizia. Insomma, io e Danilo ci ritroviamo a scrivere in team perché accomunati non solo dalla genuina passione verso questi temi intriganti ma anche perché ci lega una “fratellanza” pluritrentennale!

  1. Parliamo dell’ambientazione: com’è nata l’idea di far nascere “tutto” nei Caraibi, paradiso di vacanza per qualcuno, culla di fanatismo religioso per altri?

Danilo: Mi piacciono – e credo sia colpa del film L’esorcista – i preamboli che si svolgono “altrove”, magari in ambienti esotici e/o orientali, perché presuppongono un orrore in qualche modo “alieno” in grado di mettere in crisi la nostra cosiddetta civiltà. E’ un gusto tipico della narrativa di genere, anche noir, che attribuiva allo straniero peculiarità negative e che pure l’horror ha saputo far suo. Purtroppo i tempi che corrono hanno superato di gran lunga la fantasia degli autori e i luoghi comuni dei generi. Guerre di religione e terrorismo ci lambiscono e qualche giorno fa un certo califfo ha tuonato dall’Iraq che è giunto il momento di conquistare Roma. Temo che non sia soltanto folclore e migliaia di persone premono dall’Africa e dal Medio Oriente, trasformando pure il Mediterraneo in una tinozza di cadaveri. La croce sulle labbra, purtroppo, parla anche di questo, ma giova ricordare che è stato concepito quasi vent’anni, in tempi non sospetti.

Edoardo: Aggiungo che dal punto di vista squisitamente medical, è proprio da quegli scenari esotici che provengono le maggiori insidie infettivologiche: dall’influenza aviaria fino alla “suina”… E si pensi all’attuale minaccia del temibilissimo virus Ebola… Terre “lontane” che all’improvviso diventano vicinissime e bussano alle nostre porte, con i loro serbatoi di infezioni emergenti e il relativo carico di ansia e preoccupazione… Un’invasione che è invisibile, innanzitutto. Perché un germe patogeno è  un killer “che-non-si-vede”, capace di mettere in ginocchio la più attrezzata civiltà. Anche in tal senso, il plot della Croce sulle labbra, pur essendo stato ideato 20 anni fa, cavalca la bruciante attualità.

  1. Un aspetto che mi piace molto è quella volontà di esplorare i confini noti. Chi meglio di un medico può conoscerli e tentare di superarli? Allo stesso tempo, però, l’essere “terreno” spinge a non credere a ciò che non è di immediata comprensione. Come nasce e che personaggio è il Dott.Vegas?

Danilo: Per quel che concerne il mio contributo alla genesi e all’evoluzione del personaggio, Alejandro Vegas è un medico non comune, affamato di vita e di esperienze estreme, talmente affamato che in lui circola una componente ai confini con l’autodistruzione. E’ pure uno stoico ricercatore, cocciuto più di un mulo, in cui convivono ambizione e sincera volontà di opporsi alle nefaste conseguenze dei virus mortali. Può sembrare un po’ stereotipo ma garantisco – soprattutto perché sono amico di tantissimi medici – che un uomo alla Vegas lo si può tranquillamente incontrare nella pratica quotidiana. Peraltro chi combatte tutti i giorni contro la morte rischia di diventare estremo in tutto, perché quel tipo di medico sa che siamo appesi a un filo, a un “caso” e tutto alla fine è molto relativo. Va da sé che Vegas nasce perché in un medical thriller gli eroi sono medici, possibilmente non convenzionali. E poi c’era quest’idea del gemello agli antipodi, una sorta di girovagante Padre Pio, che ci divertiva troppo…

Edoardo: Vegas è il medico infettivologo che ragiona in termini globali. Che cerca di leggere tra le righe di un’epidemia. Che coltiva una visione trasversale delle cose della Medicina. Qualche anno fa scrissi un articolo sul Corriere della Sera dedicato proprio al fatto che, come suggeriva un lavoro sulle pagine del British Medical Journal, forse i camici bianchi dovrebbero tornare a sfoderare il detective che cova in loro, ispirandosi ai metodi investigativi degli eroi del romanzo poliziesco. Adottando i modelli di ragionamento di uno Sherlock Holmes o di un tenente Colombo (con quella sua personale capacità di cogliere le incongruenze sulla scena di un delitto), il medico potrebbe inchiodare più agevolmente quel criminale chiamato malattia. E tornare a valorizzare il famoso “occhio clinico”, che ormai il ricorso sistematico alle macchine diagnostiche sta sempre più impigrendo… Ecco, Vegas, nella nostra testa, è il detective in camice bianco ben consapevole che… non c’è nulla che valga gli indizi di prima mano, come direbbe appunto Holmes.

  1. Presto, ciò che è nato in un’isola sperduta approda a Milano, dove la razionalità sovrasta lo scetticismo. Almeno finché non succede qualcosa che nessuno si aspetta. Ed è quest’ultimo punto su cui l’attenzione del lettore si ferma: è davvero così lontano dalla realtà ciò che succede?

danilo-arona - croce labbra segretissimoDanilo: Come ho già scritto, abbiamo scritto questo romanzo negli anni Novanta. Con una prima edizione Mondadori (vedi immagine a lato, ndr) risalente al 2008. Il libro è stato troppo tempo in posteggio – capita agli scrittori profetici, e noi lo siamo… – e questo lo ha purtroppo deprivato di forza anticipatrice. Allora un po’ ce lo schernivano perché sembrava una storia alla Romero, tipo La città verrà distrutta all’alba, quasi un fantathriller di serie Z. Oggi, dopo che Milano ha conosciuto orrori ambulanti che si chiamano Kabobo, Davide Frigatti, o un pazzo macedone che dopo avere litigato con la fidanzata ammazza a pugni una povera filippina solo perché deve “sfogarsi”, e ancor prima di lui l’allucinante caso di Ruggero Jucker, ecco che La croce sulle labbra diventa di colpo un romanzo realistico che parla dell’oggi tremendo che stiamo attraversando. Quindi la risposta è: quel che succede nel libro non è affatto lontano. E’ qui. E ci sentiamo assolutamente gratificati quando ci dicono (è successo più volte): prendere la metropolitana non è più la stessa cosa dopo avere letto il vostro libro.

Edoardo: All’interno del nostro romanzo s’intercalano i resoconti delle cronache giornalistiche milanesi che fotografano l’avanzare implacabile dell’“infezione-che-viene-da-lontano”… Ebbene, alcuni di quei frammenti sono… assolutamente VERI: li abbiamo estrapolati realmente dai quotidiani. Incastonati in quella cornice infettivologica, ci siamo noi stessi meravigliati nello scoprire come questi episodi risultassero del tutto congeniali e perfettamente sintonizzati con la trama… Come dire: le esplosioni di follia sono all’ordine del giorno… E la violenza contagia e dilaga proprio come un perfido agente virale.

  1. Un romanzo che sembra anche un monito, una volontà di “aprire gli occhi” ai lettori, avvisandoli che non tutto ciò che vedono è la realtà e che ci sono armi peggiori di una pistola o una bomba, magari silenziosa e invisibile ma non meno distruttiva. E’ così?

Danilo: Precisamente. In verità la buona letteratura di genere non dovrebbe essere fine a sé stessa. Vale per la fantascienza, per l’horror, la spy story e anche per certo noir. Ammonire, avvertire, fornire al lettore strumenti per comprendere meglio la realtà in cui viviamo. “Scrutate il cielo”, avvertiva un certo film di fantascienza negli anni Cinquanta. Noi oggi diciamo solo di non chiudersi troppo nella solitudine tecnologica di cellulari e smartphone perché il nemico potresti averlo al fianco e non te ne accorgi perché immerso nel tuo mondo virtuale. Io sono un pacifista e contro ogni guerra, ma ho il sospetto che coalizioni di menti malate siano al lavoro per fomentare uno scontro epocale tra religioni ed etnie diverse. E la manipolazione genetica potrebbe essere – e nel libro lo dimostriamo – una tremenda arma d’attacco. E per questo che non dobbiamo essere così distratti, così chiusi al mondo come stiamo diventando (tra l’altro tra i più egoisti del pianeta…). C’è qualcuno che ci marcia sulla nostra distrazione e sul nostro isolamento mentale.

Edoardo: Diciamo, più in generale, che ci piace ordire trame che dipingono altre visioni di realtà all’interno di questa, che è macroscopica e ordinaria… Realtà nuove, inedite, “dissonanti”, sulle quali val la pena di riflettere. Hai presente le “piste cifrate”, quei giochini enigmistici in cui per trovare la figura finale devi unire tutti i puntini? Be’, noi uniamo quei puntini alla maniera nostra per ottenere un’immagine sfuggente, inquietante, perturbante… Lavoriamo sui dati reali per lanciare input e sensazioni “ai confini della realtà”, che regalino brividi e che inducano a pensare…

  1. Ora, lascio a voi un ultimo spazio per dire ai vostri futuri lettori qualcosa del libro che è bene sappiano prima di iniziare la lettura e che cosa vi piacerebbe restasse a loro una volta girata l’ultima pagina.

Danilo: Beh, sappiate che La croce sulle labbra non lesina sulle scene “forti”, ma lo fa a fin di bene. Peraltro in questo momento storico in TV e in rete c’è ben di peggio. Dopo l’ultima pagina ci piacerebbe che vi venisse voglia di leggere qualcosa di nuovo da parte della “coppia. Comunque parecchia nostra produzione “solista” è facilmente reperibile. Insomma, teniamo famiglia.

Edoardo: Non ho dubbi: la voglia di leggere un sequel o comunque una nuova opera della coppia! Perché, al di là delle performance narrative “in solitaria” di ognuno di noi, io e Danilo stiamo perseguendo un obiettivo: concretizzare in qualche modo una sorta di risposta italiana alla coppia statunitense “Preston & Child”! Ci riusciremo? Impresa ardua, lo so, considerando le vicissitudini del genere horror/medical thriller sulla piazza editoriale italiana… Ma non demordiamo!

  1. In ultimo, domanda di rito ma non per questo meno interessante: progetti futuri? Sia insieme che non.

Danilo: Scrivere è un massacro, l’ho detto prima. Ed essendo un Grande Vecchio, tornerò solo su richiesta e strapagato. Però, come coppia, sono già al lavoro con un nuovo tremendo morbo che parte alla conquista del mondo dal posto che meno ti aspetti… E qui concedimi un opportuno silenzio.

Edoardo: Ci sono, ci sono… Confermo: la coppia è già all’opera. Alla prese con la declinazione in chiave horror di un nuovo virus. Che non farà… “prigionieri”, vero Danilo?

  1. Ok, ok, non vi chiedo altro ma aspetto con una certa ansia il vostro prossimo lavoro! Grazie per essere stati qui a Wonderful Monster!

Danilo: Grazie a te, Erika!

Edoardo: E’ stato un grandissimo piacere, Erika!

Author

arona-rosatiDanilo Arona è scrittore, giornalista e critico cinematografico. Tra le sue pubblicazioni: L’ombra del dio alato e Possessione Mediatica (Marco Tropea), Palo Mayombe e Cronache di Bassavilla (Flaccovio), L’estate di Montebuio (Gargoyle Books), Ritorno a Bassavilla e Malapunta (Edizioni XII), Finis Terrae e Bad Visions (Mondadori), Io sono le voci (Edizioni Anordest). Il suo sito web è: www.daniloarona.com.

Edoardo Rosati è giornalista specializzato nella comunicazione medico-scientifica, ha dato vita al Corriere Salute, il supplemento di Medicina del Corriere della Sera. Dal 2003 è responsabile delle pagine dedicate alla Medicina del settimanale Oggi. Ha partecipato, come autore e consulente, alla realizzazione

Titolo: La Croce sulle Labbra
Autore: Danilo Arona – Edoardo Rosati
Editore: Anordest
Collana: Criminal Brain
Pagine: 255
Prezzo: E.12,90 (E.10,97 su Amazon)
Data di uscita: 30 gennaio 2014

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