Rubrica: I ♥ Inspiring #1

Il titolo potrebbe sembrare un po criptico: a quale ispirazione mi riferisco? Questa rubrica è un po particolare, l’idea nasce dal fatto che mi capita spesso di vedere un immagine o di ascoltare una canzone, guardare un video o leggere una poesia e che questa mi ispiri una storia, un sentimento, a volte anche solo una scena con personaggi a me sconosciuti che agiscono per loro conto. Così ho pensato di condividere con voi queste “ispirazioni” e invitarvi, se volete, a condividere con me e con la rete le vostre. Vi va di seguire questo esperimento?

E’ da un pò di tempo che ho in testa una canzone, non stra nota (anzi) che però puntualmente mi torna in mente e mi manda delle immagini, mi spinge a prendere carta e penna e descrivere quello che vedo, quello che sento. Siete curiosi? Qui sotto trovate il video.

Ed ecco l’esperimento: fate partire la canzone e leggete sotto (oppure ascoltate prima e leggete dopo, come preferite).

P.S. Nessun peluche è stato maltrattato nella realizzazione di questo video! 😉

«Non ti amo»
Le parole uscirono lentamente e ben scandite dalla sue labbra. Lo sguardo era duro, glaciale. Si allontanò un ciuffo dal viso senza perdere il contatto visivo con lei.
Cate rimase immobile, per un attimo le sembrò che la terra smettesse di girare. Le sembrava di non aver capito bene. Più lo guardava e più si rendeva conto che  invece aveva capito benissimo. Tutto quello che aveva fatto fin’ora non aveva alcuna importanza per lui e, come una sciocca, solo ora se ne rendeva conto.
La prima cosa che sentì fu una voce lontana che la riportò al presente. Poi si sentì strattonare dolcemente e si volto verso destra.
«Andiamo via» una voce che conosceva le parlava a bassa voce, voleva essere un consiglio ma sembrava un ordine.
Il secondo suono che sentì fu quello di piattini che tintinnavano su un piano solido. Con la coda dell’occhio iniziò a mettere a fuoco ciò che le stava intorno: si trovava in un bar, certo, ci era andata con gli amici e lì aveva incontrato Luke, la sua ragione di vita. Almeno fino a 2 minuti prima.
Girò nuovamente lo sguardo verso Luke. Lui continuava a guardarla, nessuna traccia di sentimento nello sguardo. Impaziente, spostò il peso sulla gamba destra. Lo faceva sempre quando la situazione lo imbarazzava.
«Bene» fu l’unica cosa che riuscì a dire. Girò su se stessa, i movimenti fluidi, nell’occhio sentiva un battito, le mani le tremavano. Le congiunse per evitare che si vedesse troppo.
Troppo tardi, lui se ne accorse proprio mentre si stava voltando. Per un attimo intravide nel suo sguardo del … dispiacere? L’aveva appena lasciata, in maniera plateale, davanti a tutti i suoi amici, a pochi giorni da una guerra che avrebbe decretato la vita o la morte e gli dispiaceva? Doveva senz’altro aver avuto un abbaglio, il suo sguardo trasmetteva odio mentre diceva le uniche 3 parole che non avrebbe mai voluto sentir uscire da quella bocca perfetta, che così spesso vedeva nei suoi sogni.
L’amica la prese sotto braccio, probabilmente bisbigliandole parole di conforto ma era solo un brusio in sottofondo ai suoi pensieri. Si avviarono insieme verso l’uscita. Cercò di mantenere il viso impassibile nonostante si sentisse svuotata. Come può l’amore darti e toglierti tutto nel giro di così poco tempo? Prima di uscire dal bar vide  nello specchio a parete il riflesso di Clara e lei abbracciate. Il suo incarnato solitamente roseo tendeva ora al verde chiaro, gli occhi erano lucidi, le labbra tendevano pericolosamente al basso.  Il segreto era non battere le ciglia. Almeno per un pò, il tempo di uscire da lì. Aveva voglia di piangere, sbattere i pugni sul tavolo,  farsi male, tutto pur di sentire qualcosa di diverso da questo dolore che le cresceva dentro e che le toglieva il respiro. E poi, aveva una battaglia da combattere, non poteva certo crollare per una sciocchezza del genere. Quello stupido cuore che continuava a dirle che Luke era suo la doveva smettere. Con o senza di lui la missione continuava.
«Tutto a posto.» disse all’amica, abbozzando quello che sperava somigliasse ad un sorriso.
«Abbiamo del lavoro da fare» la strattonò, costringendola ad accelerare il passo.
Il rumore dei tacchi sull’asfalto la distraeva dal rumore del suo cuore che rapidamente si stava sgretolando.

Il testo abbinato alle parole riesce a trasmettere un’emozione? Esperimento riuscito?

Specifico che non sono una scrittrice ma mi piace giocare con le parole e questo esperimento è nato proprio come divertimento. Vi va di partecipare?

C’è una canzone che vi ispira? Che ne dite di tradurre in parole quello che vi trasmette?

Se vi va, vi aspetto in questo spazio!

P.S. Il gruppo è Imagine Dragons e la canzone Radioactive. Qui il loro sito!

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