Recensione: Insurgent di Veronica Roth (De Agostini)

Veronica Roth - insurgent itaE’ da un pò che ho finito la lettura di Insurgent, il seguito di Divergent, serie distopica scritta dall’autrice americana Veronica Roth, la cui trasposizione cinematografica è proprio in questi mesi in fase di lavorazione. Ho amato da subito questa serie per diversi motivi, primo fra tutti adoro i libri distopici perché sono in grado di catapultare il lettore in un mondo realistico, anche se utopico, ma lontano anni luce dal proprio. Solitamente il mondo così creato parte da presupposti positivi ma spesso porta la buona volontà di base all’estremo con conseguenze altamente negative.

Ecco di seguito la trama e a seguire la mia recensione!

LA TRAMA

Una scelta può trasformarti o distruggerti. Ma ogni scelta ha le sue conseguenze, e mentre le fazioni intorno a lei iniziano a mobilitarsi, Tris Prior deve continuare a cercare di salvare le persone che ama -e se stessa- mentre domande dolorose, il perdono, la lealtà, la politica e l’amore continuano a ossessionarla.

Il giorno dell’iniziazione di Tris sarebbe dovuto essere caratterizzato da celebrazioni e vittorie per la sua fazione: invece, è finito in orrori indicibili. Si avvicina ora la guerra mentre il conflitto tra le varie fazioni e le loro ideologie cresce. E in tempi di guerra bisogna scegliere con chi schierarsi, i segreti iniziano a emergere, e le scelte diventeranno sempre più irrevocabili e difficili. Cambiata dalle sue stesse decisioni ma anche ossessionata dal dolore e dalla colpa, nuove scoperte che cambieranno tutto e relazioni instabili, Tris dovràaccettare completamente la sua Divergenza, anche se non può ancora sapere cosa perderà facendolo.

La serie si compone di 3 libri, questi i titoli:

– Divergent (De Agostini, 2012): disponibile cartaceo o ebook
– Insurgent (De Agostini, 30/05/2013): disponibile cartaceo o ebook;
– Allegiant (De Agostini, 2014): disponibile cartaceo o ebook

LA MIA RECENSIONE

L’idea di base è semplice: mai più guerra, quindi … come possiamo far si che non succeda più? La soluzione individuata da Divergent è stata quella di dividere Chicago in fazioni, consacrata ognuna ad un valore:

divergent-tribesl’altruismo (Abneganti): rappresentato da due mani che si stringono in segno di aiuto;
l’onestà (Candidi): una bilancia a simboleggiare l’imparzialità;
– l’amicizia (Pacifici): l’albero come simbolo della pace;
la sapienza (Eruditi): un occhio è l’immagine del sapere;
il coraggio (Intrepidi): rappresentato dal fuoco.

Ma sarà sufficiente dividere i cittadini in base a questi 5 elementi per far sì che le lotte non ci siano più?

La risposta uscita dal primo volume della serie è: no. In questo mondo all’apparenza ben organizzato e fondato su principi importanti, scopriamo che non è così semplice. Nonostante la buona volontà dei cittadini scopriamo fin da subito quanto siano violente le selezioni: chi ha predisposizioni per più di una fazione viene eliminato (i “famosi” divergenti), chi non riesce a seguire le regole della propria cerchia, se sopravvive, viene spedito tra gli Esclusi e perde ogni diritto.

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Un’immagine dal film in lavorazione con Tris (Shailene Woodley) e Four (Theo James) sullo sfondo a sinistra.

Beatrice, Tris, sceglie di passare dagli Abneganti agli Intrepidi ma avrà un durissimo risveglio e sarà testimone di una battaglia cruenta tra gli stessi suoi amici: qualcuno vuole conquistare tutte le fazioni (eliminando quelle più scomode) e ha intenzione di usare gli Intrepidi. Grazie ad un siero speciale, essi diventano dei burattini comandati dall’alto. Tutti, tranne i divergenti come Tris e come Quattro, abilmente celati nel gruppo, pena la propria vita. In Divergent Tris subisce gravi perdite (il padre e la madre muoiono) e porterà con se il senso di colpa di aver ucciso un suo amico che al momento erano sotto l’influsso di questo siero. Ma la battaglia è appena comincia e in Insurgent Tris dovrà cercare di superare il dolore e la vergogna, dovrà cercare di avvisare le fazioni che ancora sono all’oscuro della situazione che li sta minacciando. E non troverà sempre facce amiche, ma anche personaggi dubbiosi, altri increduli, altri ancora decisamente ostili.

In questo libro scoprirà qualcosa di più sui suoi genitori (che non sono sempre stati Abneganti) e dovrà contare quasi esclusivamente sulle proprie forze, mettendo in pericolo spesso la propria vita (non rendendo così molto felice Quattro).

A proposito di Quattro, in questo libro non è tra i protagonisti principali. Mi è dispiaciuto vederlo in un angolo e spesso non sintonizzato con Tris. Certo, la ragazza è decisamente testarda, pensa di sapere cosa fare e come, soprattutto non le importa nulla di vivere o morire, cosa che manda letteralmente in bestia Quattro. Per lui, un momento difficile sarà quando dovrà ammettere davanti a tutti le sue paure (ricordate? Si chiama proprio Quattro perché rappresenta il numero delle sue paure).

Il ritmo del libro è frenetico, Veronica Roth riesce a tenere incollati alle pagine in maniera superba, descrive le scene di scontro magistralmente e ritrae dei personaggi credibili, anche se a volte prendono decisioni inspiegabili.

Divergent - fazioni
Ecco qui sopra tutti i simboli delle fazioni con i colori degli abiti ed esempi di abbigliamento (immagine realizzata da Smitten Firefly-clicca sull’immagine per i credits).

Leggendo diversi pareri ho sentito che nel libro mancherebbe il sentimento, avrebbero preferito che la storia d’amore tra i due protagonisti fosse più accentuata. Sinceramente, non mi aspettavo minimamente un risvolto romantico di questa serie (già nella recensione di Divergent che trovate qui, scrivevo “Il genere potrebbe essere definito d’avventura, con venature thriller e una goccia di romanticismo ma proprio una goccia!“), anche il primo volume era più avventuroso che sentimentale, inoltre la situazione in cui i personaggi si muovono è tesa, c’è una guerra civile in corso, molti di loro sono morti e altri possono essere ridotti a burattini e obbligati, praticamente, a compiere qualsiasi gesto, compreso il suicidio. La fazione degli Abneganti è stata quasi completamente rasa al suolo e una nuova guerra è alle porte. Se Tris e Quattro si abbandonassero a smancerie, sarebbe decisamente poco credibile dopo che lei ha perso i genitori e scopre un tradimento di qualcuno molto vicino che la ferirà profondamente. Inoltre Tris dichiara di non tenerci alla propria vita e proprio per questo si mette in pericolo e agisce da sola (siccome ci tiene a Quattro desidera che lui non venga coinvolto in situazioni suicide).

Un piccolo gioiellino, a mio parere, questo libro, studiato dalla Roth in ogni minimo particolare: se nel primo volume vi siete domandati, come me, come poter scoprire qualcosa di più sulle varie fazioni, qui troverete molte risposte. Tris, infatti, esplora tutte le fazioni e le analizza per noi lettori spiegando quali sono i loro colori, i loro abiti, le loro abitudini, le loro predisposizioni. E proprio grazie alla sua approfondita conoscenza di queste caratteristiche riuscirà a sfuggire a situazioni particolarmente complesse e noi saremo in grado di entrare ancora di più nella filosofia di questo libro.

Che dire, il libro mi è piaciuto molto e già non vedo l’ora di leggere il prossimo! Libri come questo sono una felice boccata d’aria tra i libri per ragazzi e non solo, questi mondi così artificiosi aiutano a riflettere sul proprio mondo e sulle conseguenze delle nostre azioni, su come partendo da qualcosa di positivo si possa arrivare a qualcosa di estremamente negativo. Insurgent è allo stesso tempo un buon modo per perdersi in un altro mondo e un occasione per riflettere sul nostro vivere quotidiano.

E a voi, è piaciuto? E soprattutto, a quale fazione vi sentireste di appartenere?

DivergentCollage

Titolo: INSURGENT
Titolo originale: Insurgent
Autore: Veronica Roth
Editore: De Agostini
Pagine: 525
Prezzo: 17,00 cartaceo (scontato a E. 12,67 su Amazon)

2 thoughts on “Recensione: Insurgent di Veronica Roth (De Agostini)

  1. Ho terminato anche io questo libro da poco e devo dire che, se da una parte l’ho trovato molto avvincente, dall’altra ne sono rimasta un po’ delusa. Non per la storia d’amore, che ritengo giusto mettere in secondo piano in un contesto come questo, ma perché per buona parte delle pagine succede poco o niente. O meglio, ci sono tantissime scene d’azione, combattimenti e simili, però di sostanzioso succede ben poco. Mi è dispiaciuto, poi, per il personaggio di Quattro, che come hai detto tu è stato messo in disparte. Sembrava quasi che il suo unico scopo in questo libro fosse prendersela con Tris!

    Nonostante questi piccoli difetti, però, l’ho trovata comunque una bellissima lettura. Adoro lo stile dell’autrice, il ritmo incalzante e la protagonista, che è tra le mie preferite del genere.
    Nel complesso perciò, se dovessi dare un giudizio, sarebbe senz’altro positivo!

    Mi piace

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