Andrew Fukuda: The Hunt (Il Castoro)

andrew fukuda - the hunt

“Una volta eravamo di più. Ne sono certo. Non abbastanza da riempire uno stadio, forse neppure un cinema, ma sicuramente più di quanti siamo oggi. La verità è che non credo rimanga nessuno. A parte me. Succede, quando sei una prelibatezza. Quando ti vogliono a tutti i costi. Finisce che ti estingui.” Inizia così The Hunt di Andrew Fukuda, un romanzo dove i vampiri popolano il mondo e gli uomini sono in via d’estinzione. Gene è uno degli ultimi.

Chi legge il mio blog si sarà reso conto di quanto io ami i vampiri e i romanzi distopici. Shakerate entrambi gli ingredienti, aggiungete del fantasy e dell’horror, mescolate ben bene e troverete la formula esatta di The Hunt, un romanzo che, almeno nelle premesse, mi ha subito attirato.

Siamo in un futuro non ben identificato dove una razza “superiore”, quella dei vampiri (chiamati la “Gente”), ha preso il sopravvento su quella umana (che qui chiamano in senso dispregiativo Eminide). Hanno soppiantato completamente la cultura, la politica, il governo delle città, le scuole. Tutto, insomma, è gestito da loro. Capirete perché subito la mente mi ha portato a “Io sono leggenda” di Richard Matheson (con le dovute differenze). Il protagonista (il cui nome non conosceremo fino a buona parte del libro) è più giovane (ha 16 anni) e, come nel libro di Matheson, è consapevole di essere uno degli ultimi umani ancora viventi in una realtà brulicante di vampiri.

Le similitudini elencate, però, si fermano qui. In questa ambientazione i vampiri non sono mostri scheletrici e disgustosi, incapaci di parlare o semplicemente pensare. Qui sono quasi identici agli uomini tranne alcune caratteristiche peculiari che, chi si appresta a voler sopravvivere, deve conoscere e imitare: questi vampiri non sudano, non ridono (o meglio, il loro modo di ridere consiste nel grattarsi un polso), non piangono, non hanno espressioni facciali di alcun tipo (tranne la fame di Eminidi e la sete di sesso), non hanno peli, hanno una pelle molto chiara non potendosi esporre alla luce del sole.

La Gente ha una dieta a base di carne cruda e sanguinolenta ma non mangia Eminidi, non ce ne sono più.

Le regole sono moltissime e Gene le rispetta tutte: si rade ogni giorno, ha imparato ad essere inespressivo, si lava molto e approfonditamente (i vampiri hanno un olfatto molto sviluppato), va a scuola con loro ma nello sport sceglie qualcosa che non lo faccia sudare (da escludersi la corsa campestre), e così via. Le regole che il padre gli ha inculcato per tutta la vita sono quelle che gli consentono tutt’ora di sopravvivere e di non venire scoperto. Sì, perché Gene è solo. La madre e la sorella sono scomparse che lui era piccolo, così come il padre qualche anno prima.

In questo contesto Gene fa una vita tutto sommato normale, fintanto che il Governante non decide che sia necessario, per confermare la sua leadership e rinfrancare gli animi del popolo, organizzare una Caccia agli Eminidi. La precedente si è tenuta 10 anni prima e alcuni privilegiati hanno potuto godere delle ultime prelibatezze ancora in vita. O quantomeno si pensava, fino a questo annuncio. Ad ogni abitante viene assegnato un numero e una specie di lotteria deciderà chi saranno i fortunati a partecipare.

Incredibilmente la sorte sceglierà proprio Gene come uno dei sette che faranno parte di questa elite. Da qui i problemi aumentano notevolmente: il ragazzo viene prelevato seduta stante e trasferito insieme agli altri, dopo un lungo viaggio, in una sorta di laboratorio dove scopre essere ancora presenti cinque Eminidi, tutti ragazzi come lui (alcuni anche più piccoli), tutte future prede.

cupola_desertoSenza acqua da bere nè da lavarsi, circondato da vampiri, inizia l’avventura di Gene che scoprirà piano piano il proprio nome e quello degli umani che lì vivono (liberi durante il giorno, protetti da una cupola trasparente durante la notte). Scoprirà alcuni segreti degli altri partecipanti, scoprirà qualcosa di più di chi governa senza umani e forse, riuscirà a trovare una speranza in questo mondo che pareva avergliele cancellate tutte.

Il libro, e l’idea di base, mi ha molto intrigato. Mi è piaciuto il personaggio di Gene che, nonostante essere umano, è diventato una sorta di ibrido, si è fatto condizionare dai vampiri (i quali credono che gli umani siano dei selvaggi non in grado di pensare razionalmente), anche lui non ha espressioni visive e, inizialmente, pensa agli umani/prossime vittime come ad una via d’uscita per lui, non a salvarli, non si riconosce in loro pur essendo della stessa razza. So che è un pò estremo ma è anche in parte logico, in fondo lui ha visto la morte da vicino, ha perso tutta la famiglia e il padre gli ha messo in testa di cercare di far di tutto per restare in vita.

Quello che invece mi ha lasciata un pò perplessa è la figura del vampiro rivista da Fukuda. Qualche esempio? Il libro comincia con Gene che ricorda una scena che gli fu raccontata di una bambina molto piccola, umana, andare all’asilo: “Era una bambina al primo giorno d’asilo. La sbranarono quasi subito. Cosa credeva? Forse l’improvvisa (perchè è sempre improvvisa) solitudine di casa l’aveva spinta a scuola con l’idea distorta di trovarvi compagnia. L’insegnante disse che era l’ora del pisolino, e la bimbetta rimase lì da sola, aggrappata al suo orsacchiotto, mentre i compagni con un balzo erano già a testa in giù sul soffitto. A quel punto per lei era finita.“. Allora: una bambina piccolissima (primo giorno di asilo = 3 anni di età) riesce ad uscire di casa da sola (e i genitori dov’erano? ricordiamoci che i vampiri sono da tempo padroni del mondo) e andare a scuola (come? in macchina? camminando? trovandosi da sola per strada così piccola non piange?) ma nonostante ciò non la scoprono (espressioni del viso? odori?). Solo nel momento del pisolino. Poco credibile, ma mi ha reso ancora più perplessa il fatto che ci siano dei “piccoli” dei vampiri: questo come lo giustifichiamo? La mitologia dice che sono umani trasformati e non possono avere figli. Si potrebbe pensare siano bambini trasformati ma in realtà qui crescono (almeno così pare) fino a diventare adulti, frequentando le varie scuole. Ma com’è possibile ciò? Non erano “sempre giovani”? Invecchiano? Come? Alla stessa velocità degli umani?

????????????Insomma, avete capito. Il libro presenta una figura di vampiro decisamente diversa che, per l’amor del cielo, ci “può stare” però va in qualche modo giustificata, spiegata, altrimenti vengono 8.000 domande e non si trova nemmeno una risposta. Risposte che spero saranno presenti nei prossimi volumi di questa serie, insieme alla spiegazione su dove si svolge, quando e soprattutto come mai gli umani si sono quasi estinti.Purtroppo anche durante la permanenza in questo centro, dove lui e gli altri prescelti verranno formati per la caccia, sono parecchie le perplessità su come Gene riesca a farla franca (sei in mezzo al deserto, senza acqua da bere e da lavarti, come fanno a non sbranarti dopo 24 ore?).

Perplessità a parte, mi è piaciuta la storia, nel complesso “regge” e la scrittura di Fukuda è scorrevole. Gene è un personaggio interessante, certamente originale e non convenzionale. Anche lui nel corso del libro ha modo di cresce e di (ri)scoprire le sue origini e cosa significa essere umani.

Consiglierei la lettura? Sì, non un capolavoro, a mio parere, ma la storia è godibile, la scrittura scorrevole e le idee interessanti. Spero che con il seguito si possa porre rimedio ai tanti dubbi strutturali del romanzo che, comunque, non tolgono l’idea di una ventata fresca nel genere. Sono convinta che Fukuda è in grado di fare molto di più di quanto ha fatto in questo primo romanzo: diamogli tempo!

LA TRAMA

Non sudare. Non ridere. Non attirare l’attenzione. E soprattutto, qualunque cosa succeda, non innamorarti di una di Loro. Gene è diverso da tutti quelli che lo circondano. Non è in grado di correre come un fulmine, la luce del sole non lo ferisce, non ha un insaziabile desiderio di sangue. Gene è umano, e conosce le regole. La verità deve rimanere segreta. E’ l’unico modo per rimanere vivi in un mondo notturno – un mondo in cui gli umani sono considerati una prelibatezza e vengono cacciati senza tregua. Quando Gene è fra i prescelti che parteciperanno alla grande Caccia degli ultimi umani sopravvissuti, la sua vita di regole comincia a sgretolarsi. Ora che Gene ha finalmente trovato qualcosa per cui combattere, il suo desiderio di sopravvivere è più forte che mai. Quale tributo sarà costretto a pagare?

LA SERIE

La serie Hunt è composta tra 3 libri, il cui ultimo “The Trap” sarà nelle librerie americane il 5 novembre 2013. Ecco tutte le copertine:

andrew fukuda - the hunt

andrew fukuda - the trap

andrew fukuda - the pray

andrew fukudaL’AUTORE

Andrew Fukuda è per metà cinese e per metà giapponese. Cresciuto a Hong Kong, vive e lavora a New York. Il suo primo romanzo, Crossing, è stato fra i thriller per ragazzi più apprezzati del 2010. Con The Hunt inaugura una trilogia mozzafiato pubblicata in dodici paesi. www.andrewfukuda.com.

Titolo: The Hunt
Titolo originale: The Hunt
Autore: Andrew Fukuda
Editore: Il Castoro
Pagine: 325
Prezzo: € 14,90

IL BOOK TRAILER

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2 pensieri riguardo “Andrew Fukuda: The Hunt (Il Castoro)

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