Shadowhunters. Le origini – L’angelo di Cassandra Clare (Mondadori)

Atteso con grande trepidazione, nonappena uscito mi sono fiondata in libreria ad acquistare il nuovo volume dedicato agli Shadowhunters, memore della trilogia precedente (anche se qui si tratta di un prequel) che mi era piaciuta tantissimo. Così, sull’onda dell’entusiasmo ho iniziato a leggerlo. Poi l’ho abbandonato leggendo altro nel mezzo, poi ripreso, ri-accantonato e infine, per stanchezza, terminato. Ma iniziamo con ordine.

Shadowhunter. Le origini-L’angelo (The infernal devices il titolo originlae) è il primo libro di una serie, prequel di Shadowhunters/The mortal instruments che vede l’uscita di 3 volumi. The infernal devices si svolge a Londra nel 1878 (contrariamente a The mortal instruments che si svolgeva a New York ai giorni nostri) e ha come protagonista Theresa Gray, chiamata da tutti Tessa, una giovane ragazza americana, appena sedicenne, che arriva a Londra per ricongiungersi al fratello, Nathaniel (Nate), unico parente ancora in vita dopo la recente morte della zia che si era presa cura di loro dopo la morte dei genitori.

Quando Tessa sbarca a Londra, piena di speranza e felice di avere un futuro vicino al fratello, ha però un brusco risveglio: ad attenderla e ad attirarla con un trucco nella loro casa/prigione ci sono le Sorelle Oscure, la signora Dark e la signora Black. Ma cosa vogliono da lei? Presto Tessa si rende conto di una realtà sconvolgente: esiste un Mondo Invisibile, di cui non era a conoscenza, popolato da Nascosti (composti da diversi esseri, tra cui vampiri, licantropi, stregoni, troll ecc), celati agli occhi umani, e, ancor peggio, lei ne fa parte!

Compito delle sorelle oscure è quello di farle sviluppare il suo inusuale potenziale al fine di darla in sposa ad un misterioso Magister. Ma chi è costui? E perchè vorrebbe sposarla? Dov’è Nate? Tutti interrogativi cui Tessa non riesce a trovare risposta, anche se la sua priorità, al momento, è quella di riuscire a scappare.

E ci riuscirà grazie all’intervento di William Herondale (Will) ed Henry che, dopo una rocambolesca fuga, riescono a portarla al sicuro presso l’Istituto, un antico palazzo celato agli occhi degli umani, dove  Will spiega a Tessa che hanno sede i Nephilim, guerrieri generati dall’unione di angeli e mortali, destinati a combattere i demoni e a mantenere l’equilibrio tra il bene e il male nel loro mondo ed in quello mondano. Lì Tessa troverà riparo, farà la conoscenza di diversi Nephilim, tra cui l’affascinante e malato James Carstairs (Jem), migliore e forse unico amico di Will, la sofisticata e snob Jessamine, Charlotte che insieme al marito Henry gestisce l’Istituto e alcuni personaggi minori che si occupano della casa.

A questo punto i misteri diventano numerosi e si aggiungono ai dubbi di Tessa che scopre avere un’abilità unica nel suo genere e talmente pericolosa da essere necessario tenere nascosta la ragazza il cui dono, se andasse nelle mani sbagliate, potrebbe diventare un grosso problema non solo per se stessa.

Già qui, purtroppo è evidente quanto la trama risulti essere abbastanza scarna. Nonostante la Clare sia molto brava nello stile di scrittura, la forza narrativa presente nella trilogia The mortal instruments è purtroppo solo un lontano ricordo. I fatti raccontati non sono particolarmente interessanti tanto che non portano il lettore a voler proseguire la lettura. Unica pecca nello stile, seppur comprensibile, è la volontà di calarsi nell’epoca vittoriana che porta ad una eccessiva verbosità nei dialoghi non avvicinandosi però nemmeno lontanamente alle atmosfere tipiche del periodo ma riuscendo solo a rallentare la narrazione e irritare il lettore. Il calarsi nell’epoca è purtroppo mal riuscito in questo primo capitolo, così come la ricostruzione di una Londra di quasi 150 anni fa sinceramente brutta.

Ho letto spesso che questo romanzo viene affiancato al genere Steampunk. Fu questo, infatti, uno dei motivi di curiosità maggiore: non sono ancora tanti i libri appartenenti a questo genere tradotti in italiano e, con le doti narrative della Clare, poteva davvero crearsi una miccia esplosiva.

Chi ha letto il libro, come me, si accorgerà di quanto lontano sia questo genere dal primo volume di The infernal device. Il genere Steampunk, una commistione di fantascienza e fantasy, è tutt’altro che semplice, in origine le caratteristiche di base erano:
– ambientazione in epoca vittoriana;
– presenza di tecnologia anacronistica, oggetti  che, per ragioni storiche e cronologiche, non sarebbero potuti comparire, avulsi quindi dal proprio contesto temporale;
– il vapore come fonte primaria di energia (“steam”, infatti, significa proprio “vapore”).
Esempi tipici di elementi Steampunk sono, ad esempio, i computer che funzionano a vapore, in una storia che si svolge in epoca vittoriata (fine ‘800). Tuttavia, recentemente, il termine è stato leggermente ampliato a ricomprendere anche storie non necessariamente svolte in quell’epoca (ma comunque in epoche passate) e con la tecnologia non solo legata al vapore ma anche di tipo meccanico, combinata con la magia (in questo caso si parla di Steamfantasy). L’elemento anacronistico, invece, resta immutato.

Ed è proprio quest’ultimo elemento a far capire che non siamo assolutamente di fronte ad una storia Steampunk: nel libro si parla di uomini “meccanici”, quelli che noi chiamiamo oggi robot. Facendo una breve ricerca si può scoprire come questo genere di elemento non sia anacronistico: il primo ad ipotizzare un uomo “meccanico” fu Leonardo da Vinci attorno al 1495 (si chiamava “automa cavaliere” ed era stato probabilmente previsto per animare una delle feste alla corte sforzesca di Milano, tuttavia non è dato sapere se fu realizzato o meno), quasi 400 anni prima dell’epoca in cui si svolge il romanzo e il primo robot costruito e funzionante conosciuto risale al 1738. A fabbricarlo fu un certo Jacques de Vaucanson, che costruì un androide che suonava il flauto. Parliamo di 150 anni prima della data di inizio di questa storia. Non certo quindi un oggetto anacronistico. (a sinistra,  l’esempio di un orologio in stile Steampunk)

Per chi, invece, volesse approfondire il genere Steampunk, attorno al quale si è sviluppata anche una sottocultura che influenza la moda (vedi esempio di abbigliamento Steampunk nella foto a lato), la musica e perfino l’arredamento, consigliamo 3 libri molto recenti usciti in italia: Leviathan di Scott Westerfeld (Einaudi Editore/2010),  Soulless – Il Protettorato del Parasole di Gail Carriger (Dalai Editore/2011) e per citare autori nostrani, Alice nel paese della vaporità di Francesco Dimitri (Salani/2010).

In sostanza, il primo volume di The infernal devices non affascina come la precedente trilogia, i personaggi sono piuttosto insipidi (ad eccezione di Jem che, purtroppo, non è protagonista in questa prima avventura) e la storia, se da un lato ci ricorda la serie precedente, dall’altro non presenta nulla di nuovo o sorprendente. Il libro si salva grazie alla capacità di scrittura della Clare che, però, poteva certamente fare di più documentandosi meglio e cercando di trovare soluzioni più originali. Infine, un commento per le copertine italiane dei libri. Quelle originali (come i primi due di Shadowhunters, per intenderci) sono favolose (vedi foto a lato), ma perchè non farle uguali per anche per l’Italia? Credo che venderebbero uguale (o forse anche di più) se non fossero così simili a quelle della saga di Twilight.

Questi i libri dedicati agli Shadowhunters:

The Mortal Instruments:
– Shadowhunters. Città di Ossa (Mondadori, 2007)
– Shadowhunters. Città di Cenere (Mondadori, 2008)
– Shadowhunters. Città di  Vetro (Mondadori, 2009)

A questa iniziale trilogia, vanno ad aggiungersi ulteriori 3 volumi con protagonisti sempre Clary e Jace:
– Shadowhunters. Città degli Angeli Caduti (pubblicazione prevista in Italia per il 25/10/2011)
– Shadowhunters. Città delle Anime Perse (pubblicazione prevista in lingua inglese a maggio 2012)
– Shadowhunters. Città di Fuoco Celeste  (pubblicazione prevista in lingua inglese a settembre 2013)

The Infernal Devices:
– Shadowhunters. Le origini. L’angelo (Mondadori, 2011) (titolo originale “The Clockwork Angel”)
– The Clockwork Prince (pubblicazione prevista in lingua inglese in dicembre 2011)
– The Clockwork Princess  (pubblicazione prevista in lingua inglese in settembre 2012)

Infine, buone notizie giungono da Holliwood: la Unique Features ha acquistato i diritti d’autore dei libri per una trilogia di prossima uscita nei cinema. Il primo film, Città di Ossa, è in pre-produzione. Per il momento gli attori scelti per interpretare i due protagonisti sono Lily Collins nel ruolo di Clary e Jamie Campbell Bower nel ruolo di Jace.

Per tutte le informazioni su Cassandra Clare potete consultare il suo ricco sito qui, oppure seguirla su Twitter qui (pare che lo aggiorni spessissimo, segnalando anche news e i lavori dei fans): sono già 38.457 (il 24/07 alle ore 16.27, giorno e ora in cui sto scrivendo!) i follower. Su Facebook, è invece questa la sua pagina.

Qui di seguito il booktrailer americato del libro:

Qui c’è un’altro booktrailer americano costruito come filmato d’animazione:

Per chi mastica bene l’inglese, qui trova una breve intervista a Cassandra Clare che parla proprio di questo libro:

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